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Bimbo accusò il padre: «Ha abusato di me» Il perito: non è credibile

Daniele Montanari
Bimbo accusò il padre: «Ha abusato di me» Il perito: non è credibile

Un anno fa disse alla maestra che il genitore era un orco Adesso non è ritenuto attendibile: forse agì per ripicca

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Daniele Montanari

La confidenza fatta a una maestra dell’asilo, le indagini, l’accusa infamante per il padre di avere abusato del proprio figlio, il rischio di un processo con una sentenza pesantissima. E poi, nelle fasi preliminari, ci si accorge che sul racconto del bambino esistono dubbi di tale consistenza da rendere impossibile la sua audizione come testimone. Facendo nascere il dubbio – per il momento è solo questo in attesa della decisione del pm – che potrebbe essersi inventato tutto come “ripicca” nei confronti del genitore.

Fa pensare il caso emerso ieri in tribunale, che riguarda un 40enne di Modena, accusato appunto di aver compiuto l’anno scorso atti sessuali con il figlio che aveva quattro anni. Il bambino un giorno ne ha parlato con una maestra dell’asilo dicendo che suo papà era molto cattivo con lui, al punto da arrivare a fare una cosa del genere. Lo ha detto dopo che ormai si era consumata la separazione fra i genitori. Ed è possibile a questo punto che l’accusa sia stata una sua reazione alla rottura fra i due, quasi un volerne addossare la colpa al padre e quindi “fargliela pagare” anche in questo modo. La madre da parte sua non gli ha mai dato sponda, sostenendo sostanzialmente fin da subito che la presunta rivelazione fosse in realtà un equivoco.

La segnalazione però è andata avanti lo stesso, e sono partite le indagini della Procura. Ieri, in sede di udienza preliminare, si è chiuso l’incidente probatorio con un esito da colpo di scena: la presa d’atto che la presunta vittima non può essere ascoltata. Il cuore della vicenda, insomma. Questo alla luce della valutazione fatta dal perito nominato dal giudice, che ha di fatto valutato incongruente il racconto del minore, ritenendolo non credibile oggi. Lo poteva essere un anno fa, quando denunciò tutto? Starà alla pm De Santis valutare: a lei sono stati rimandati gli atti, per cui potrà chiedere archiviazione o tornare a insistere per il processo.

«Noi a questo punto auspichiamo chiaramente l’archiviazione – sottolinea la difesa, rappresentata dall’avvocato Enrico Fontana – l’accusa si è rivelata non sostenibile in dibattimento e frutto solo di un equivoco».

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