Il grido di duecento agricoltori: «Pere, perdiamo la leadership»
Convegno per analizzare i problemi climatici e i danni economici ormai cronici «Senza aiuti non ne usciremo, sarebbe un problema per tutto il sistema-Italia»
Mattia Cocchi
mirandola. Un convegno, il primo del gruppo pere “2 euro”, nato dalla crisi del settore agricolo della pera dai suoi protagonisti: gli agricoltori. Più di 250 agricoltori si sono dati appuntamento all’auditorium Montalcini di Mirandola per confrontarsi sulla situazione del settore e per presentare ai politici locali una proposta di rilancio: «Il progetto è nato da un normalissimo gruppo whatsapp – spiega il coordinatore Luigi Golinelli – Prima da una decina di colleghi per poi allargarsi e arrivare a più di duecento membri sparsi in tutto il nord. Il settore della pera italiano è il principale in Europa, e la maggior parte degli ettari italiani coltivati a pero si contano nella pianura. Il nostro settore è in crisi da dieci anni e riteniamo le iniziative istituzionali non all’altezza del danno economico. Le coltivazioni di pere hanno subito un forte danno di tipo climatico legato agli importanti cambiamenti, a questo si sono poi aggiunti innumerevoli tipologie di malattie e i parassiti, tra i più famosi ricordo ad esempio la cimice asiatica».
La giornata si è svolta intorno agli interventi di quattro relatori: Giuseppe Carucci consulente del lavoro e pubblicista, esperto di fiscalità e previdenza agricola de “Il Sole 24 Ore”, Ermanno Comegna esperto di economia e politica agraria, Michele Breveglieri consulente agrario e Ferruccio Lanzillotta esperto in soluzioni finanziarie, rapporti con Ismea e Mcc, direttore generale della società Finsi.
Ognuno dei quattro interventi ha analizzato i sette punti di rilancio proposti dal gruppo. «La nostra forza – continua Golinelli – deve essere la comunicazione, dobbiamo farci sentire per far capire le problematiche. Non saremo mai un gruppo politico, al contrario, l’idea è quella di dialogare con i gruppi politici al fine di concordare degli aiuti per il settore. Solo nell’ultimo anno abbiamo registrato un 70-80% di danni sulla produzione, con il 20-30% del raccolto che comunque risente delle stesse problematiche. La leadership italiana in campo europeo è messa a forte rischio, questo è il momento per poter ancora salvare la filiera, non si può perdere altro tempo».
Al convegno erano presenti diverse figure politiche tra cui la senatrice Rosa Silvana Abate della commissione Agricoltura, l’onorevole Guglielmo Golinelli, il sindaco di Mirandola Alberto Greco, il consigliere regionale Michele Barcaiuolo, il consigliere regionale Palma Costi e il senatore Enrico Aimi che con i loro interventi hanno aperto al dialogo. «Abbiamo provato a concordare un incontro con l’assessore regionale ma ci è stato negato – prosegue Golinelli – vogliamo far capire che salvare questa filiera significa aiutare migliaia di famiglie che lavorano nel settore. L’associazione di agricoltori si è rivelata uno strumento di confronto molto utile, ci scambiamo quotidianamente consigli e pareri sulle nostre attività».
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