Ispettorato e prevenzione, Modena al top
In sei mesi 38 iniziative. Zavatti (Cgil): «Incontri con gli imprenditori ma non si riesce neanche a sapere di cosa parlano»
Carlo Gregori
Le “iniziative di prevenzione e promozione” sono una delle novità previste per gli Ispettorati del Lavoro dalla nuova legge. L’etichetta indica una buona pratica, ma in realtà nulla si sa di queste attività. Ora Franco Zavatti della Cgil di Modena nota che nel primo semestre 2021 la nostra città è addirittura prima in Italia in queste “iniziative” con un numero esorbitante rispetto a ogni altra provincia anche della regione. Perché a Modena tante “iniziative di prevenzione” dell’Inl proprio nel primo trimestre, quando eravamo in “zona rossa”? Non si sa e non c’ è modo di saperlo. Anche per questo il sindacalista chiede un tavolo di confronto provinciale presso la Prefettura che permetta di scambiare informazioni con l’ispettorato del lavoro modenese.
L'ultimo rapporto emesso dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro, che certifica il “prospetto semestrale” relativo al primo semestre 2021 - riguarda le «iniziative provinciali di prevenzione e di promozione per garantire ed assicurare l'integrale rispetto delle normative di lavoro, di previdenza ed assistenza sociale». «Si tratta di iniziative molto positive e sempre più necessarie - commenta Zavatti - introdotte da una buona legge benvoluta dal sindacato, che impegna i vari Ispettorati Provinciali del Lavoro ad organizzare territorialmente queste attività di formazione preventiva, per superare le vergogne del lavoro nero, irregolare e della sleale concorrenza fra le imprese, con datori di lavoro e loro associazioni e ordini professionali».
Le tabelle con dati ufficiali confermano purtroppo il primato negativo europeo del nostro Paese. Zavatti scrive: «È strettamente necessario riflettere ed agire, a fianco del sindacato, sugli esiti nazionali degli 8.413 “accessi ispettivi” effettuati nell'ultimo semestre all'interno di imprese, dovendo poi attivare 14.793 pratiche di irregolarità così definite: il 59% di irregolarità nel lavoro; l' 83% per irregolarità previdenziale; il 90% di negatività nella vigilanza assicurativa. Numeri che parlano di lavoratrici e lavoratori duramente sfruttati; di cittadini e di famiglie sempre più ricattati col diffuso “o così o stai a casa”. Un semestre ispettivo appena trascorso, che ne ha fatto luce su ben 132.074 lavoratori irregolari», aggiungendo 9.034 “rapporti di lavoro fittizi” e 5.051 in totale “nero”. Attività ispettive che hanno portato, nello stesso semestre, ben 1.587 “sospensioni di attività imprenditoriali”».
Ma se nello scorso semestre gli Ispettorati provinciali hanno promosso 225 iniziative per la prevenzione e promozione del “lavoro pulito”, ben 56, il 25% del totale, si sono sviluppate in Emilia Romagna, che è perciò prima regione con un quarto di tutte le iniziative in Italia. Cioè una su quattro qui da noi e con l'eccezionale primato nazionale, oltre che regionale, sulla provincia di Modena con 38, seguita da Piacenza con 6 iniziative, poi Bologna e Ferrara con 4, Ravenna e Forlì con 2, infine Parma, Reggio e Rimini con 1 ciascuna. Un numero spropositato rispetto a tutti gli altri, come si nota.
Secondo il sindacalista Cgil, «occorre sostenere queste preziose attività preventive in capo agli Ispettorati ed agire urgentemente su alcune misure necessarie. In primo luogo, vanno con urgenza rinforzati gli organici del personale ispettivo. Punti di azione che andrebbero valutati, promossi e sostenuti dai Tavoli provinciali sulla legalità presso le Prefetture».
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