Docufilm, libri, manifesti e scuole «Così omaggiamo Ciro Menotti»
L’omonimo circolo cittadino celebra l’eroe del Risorgimento con una serie di iniziative culturali
Serena Arbizzi
Nacque a Migliarina nel 1798 e la città ora lo celebra come eroe carpigiano in occasione dei 190 anni dalla sua morte. Il ricordo di Ciro Menotti è ancora vivo tramite i suoi ideali, che hanno attraversato indenni secoli e fasi storiche, fino ad essere omaggiati in un articolato lavoro da parte dell’omonimo circolo cittadino. Il “Ciro Menotti”, infatti ha elaborato un progetto che si presenta come un mosaico composto da più tessere: un docufilm, a cura del regista Walter junior Salami, tre libri, manifesti e un tour nelle scuole per ricordare il profumo di libertà che trapela dalla storia dell’eroe.
Menotti, affiliato alla Carboneria fin da giovanissimo, maturò sentimenti patriottici che lo spinsero a opporsi alla dominazione austriaca nel Ducato di Modena e Reggio. Per i suoi valori viene ricordato anche in un’epigrafe di Piero Calamandrei, al muro del ricordo di Fossoli.
«Il progetto è stato concepito per celebrare i 190 anni dalla morte di Menotti, avvenuta nel 1831 – spiega Cesare Galantini, a nome del circolo Menotti – L’iniziativa ha avuto sostegno della Fondazione Cassa di risparmio, di Cmb e Legacoop. Inoltre, abbiamo collaborato con associazioni e istituti storici in ambito risorgimentale».
Oltre al documentario, con la regia di Salami, sono state date alle stampe tre libri: uno sulla vita di Ciro Menotti, il secondo sugli atti di un convegno presso il municipio di Carpi, mentre il terzo è la copia anastatica di un volume stampato a Carpi nel 1931, ormai introvabile. Di quest’ultimo ne sono state realizzate 500 copie in tipografia. «La finalità del progetto – aggiunge Galantini – è riportare consapevolezza sulla figura di Ciro Menotti, nativo di Carpi, nonostante spesso venga scambiato per un personaggio modenese, perché diverse vicende legate a lui si sono snodate nel capoluogo».
Sui muri della provincia è stato affisso il manifesto in occasione dei 190 anni dalla morte. «Si è trattata di una vasta operazione culturale che ha coniugato le nuove tecnologie, come Youtube, con la tradizione – continuano al “Menotti” – attraverso l’utilizzo di materiale cartaceo a cura del circolo lo scopo è quello di diffondere la conoscenza di questa figura cittadina che ha svolto un ruolo di importanza più che nazionale».
Nel documentario si può ascoltare un racconto corale sulla figura di Menotti a cura di più voci autorevoli. Come lo scrittore Roberto Vaccari, dell’istituto storico del Risorgimento italiano di Modena. O Giorgio Montecchi, docente all’università di Milano, Flavio Favelli, street artist e autore del murale su Menotti a Modena e Giuseppe Zavatta, presidente provinciale dell’associazione Bersaglieri.
«Quanto mi preme dire è che dobbiamo sforzarci di trarre dalla patina del tempo e dai condizionamenti che un personaggio come Ciro Menotti ha avuto – raccomanda Vaccari – Il fascismo tentò in tutti i modi di appropriarsi di personaggi legati a questo periodo storico: lo hanno fatto anche con Garibaldi, i fratelli Bandiera e Mazzini. A Menotti, durante l’epoca fascista venne intitolato un sommergibile militare. Era un modo come un altro per costruire una narrazione su cui il fascismo poteva basare la propria idea di Stato e nazione. Ciro Menotti va tolto, quindi, dalla teca in cui era stato consegnato da un certo storicismo mettendolo nella dimensione di uomo nuovo europeo a tutto tondo, prima di tutto un individuo, un imprenditore che vuole investire nella comunità e spera di poterlo fare nonostante le leggi che condizionano l’esplicazione dei suoi ideali».
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