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Castelfranco, non fu estorsione, voleva solo i suoi soldi Imprenditore assolto

F.D.
Castelfranco, non fu estorsione, voleva solo i suoi soldi Imprenditore assolto

Biagio Cecere pretendeva 12mila euro per un lavoro La Cassazione crede alle sue ragioni e cancella la condanna

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CASTELFRANCO. Nei confronti di quell’imprenditore non organizzò alcuna estorsione e neppure l’invio di due “amici” in un cantiere di Castelfranco per pretendere un pagamento può essere configurato come un tentativo di estorsione. E così per Biagio Cecere, 64enne originario di Afragola e residente ai tempi a Massa, si conclude un lungo iter processuale, partito con l’arresto nel 2008 e arrivato con la decisione della Cassazione. I giudici romani, al termine di una lunga analisi, hanno infatti concluso che “il reato deve dichiararsi estinto perché non procedibile per remissione di querela e l’impugnata sentenza annullata senza rinvio”.

Ma per raccontare la lunga strada della giustizia bisogna ripartire dall’inizio e tornare al 2008 quando scatta l’operazione dei carabinieri. Cecere viene arrestato con l’accusa di aver estorto denaro ad un importante imprenditore edile castelfranchese. Si sosteneva avesse inviato due emissari – poi finiti a processo – per convincerlo a pagare 12mila euro. Si sosteneva fosse “pizzo” e invece, ha dichiarato anche l’avvocato difensore Luca Lugari, quei soldi erano una spettanza dovuta.

Cecere aveva lavorato, inseme ad altri propri dipendenti in un cantiere della ditta di Castelfranco. L’imputato aveva prima prestato servizio alle dipendenze della ditta Erreci e dopo l’interruzione del rapporto tra tale ditta e l’appaltatore aveva proseguito i lavori nel cantiere in autonomia. Al termine del rapporto, dopo essere stato licenziato, aveva emesso una fattura a nome della ditta della moglie per l’importo di 12mila euro. Ma quei soldi vennero contestati dall’appaltatore che restituì il documento tramite il proprio legale.

È in quel frangente che Cecere inviava presso il cantiere i due emissari per chiederne, anche con fare minaccioso, le spettanze. Non se ne fece nulla e scattò un decreto ingiuntivo, a cui fece opposizione la presunta vittima che poi denunciò quanto accaduto.

Ma con il passare del tempo le parti hanno trovato una mediazione: la querela è stata ritirata e i 12mila euro non sono più stati richiesti. La giustizia ha però fatto il proprio corso e la tentata estorsione è stata riqualificata come una sorta di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ora non più procedibile.

F.D.

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