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Hera va oltre il Piano industriale In nove mesi ricavi saliti del 31%

Giovanni Medici

Toccata quota 6.424 milioni. Utile netto a +32%. I clienti del settore energy sono saliti a 3,4 milioni

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Giovanni Medici

Hera archivia i primi nove mesi dell’anno con indicatori economico-finanziari in crescita rispetto allo stesso periodo del 2020, e risultati superiori alle attese del Piano industriale. La relazione trimestrale del Gruppo, approvata ieri dal Consiglio di amministrazione, mostra infatti come i ricavi siano aumentati del 31% arrivando a 6.424 milioni di euro, l’utile netto per gli azionisti sia cresciuto anch’esso del 32.3% mentre sono saliti a 3.4 milioni i clienti nel settore energy. Tra i risultati più significativi si segnala anche l’aumento di oltre 77 milioni (+ 9.6%) del Margine operativo lordo, determinato soprattutto dalle attività a libero mercato. La relazione conferma non solo lo storico andamento positivo della multiutility e la sua solidità patrimoniale e finanziaria, ma anche l’impegno per uno sviluppo sostenibile, in coerenza con le strategie europee e l’Agenda Onu 2030. «In meno di due anni la multiutility ha conseguito più della metà della crescita prevista nel quinquennio del Piano Industriale che scade nel 2024. La strategia del Gruppo – spiegano i vertici di Her a - continua pertanto a rivelarsi vincente, con il bilanciamento tra crescita organica e sviluppo per linee esterne, e con la protezione dei risultati dalla turbolenza del contesto esterno». Negli ultimi mesi Hera ha continuato ad acquisire quote in aziende di varie parti d’Italia e a riconfermarsi fornitore nei territori già serviti, a Udine e a Rimini ad esempio. Nei primi nove mesi Hera ha inoltre effettuato investimenti operativi per 377,2 milioni, in crescita di oltre il 13% rispetto ai 333,6 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, con un intervento importante sui progetti previsti anche in chiave green nel Piano industriale. Gli investimenti sono stati destinati soprattutto a impianti, reti e infrastrutture, nonché agli adeguamenti normativi in ambito depurativo e fognario e all’installazione massiva dei contatori gas di nuova generazione. Aspetti che vanno di pari passo con il perseguimento di uno sviluppo sostenibile, come confermato dalla recente inclusione di Hera nel MIB ESG Index, il primo indice blue-chip per l’Italia dedicato alle migliori pratiche Environmental, Social, e Governance (ESG). A ottobre inoltre la multiutility ha lanciato con successo il suo primo sustainability-linked bond del valore di 500 milioni di euro, che ha riscosso grande interesse da parte degli investitori internazionali, che hanno effettuato sottoscrizioni per circa quattro volte superiori all’offerta. Questa emissione si inserisce nella strategia di sostenibilità volta alla riduzione delle emissioni e al riciclo delle plastiche.

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