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l’incidente mortale in via canaletto  

«Il papà ha fatto da scudo a mio fratello»

Enrico Ballotti
«Il papà ha fatto da scudo a mio fratello»

Parla la figlia del 76enne travolto sulle strisce pedonali: «Le cause? Velocità e attraversamento poco illuminato»

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Enrico Ballotti

«Quello che è accaduto a mio padre non deve succedere più. Sono pronta a battermi per questo. Anzi, lo farò nelle sedi opportune». Sono le parole di Annamaria Marone, tra le prime persone ad accorrere in strada Canaletto sud. Lì, sulle strisce pedonali davanti alla Coop, ha perso la vita il padre Gino. Travolto da un suv nel pomeriggio di mercoledì mentre stava attraversando la strada. Con lui c’era il figlio, il fratello di Annamaria, che fortunatamente non ha subito gravi ferite. «È stato portato all’ospedale e tenuto sotto osservazione. Soffre, dalla nascita, di un problema di salute, ma è salvo. Lo è, almeno stando a una prima ricostruzione, proprio grazie a papà Gino. Sembra infatti che sia stato lui a fargli da scudo su quella strada. Quella pesante automobile ha colpito mio padre con forza, lo ha sbalzato ad alcuni metri di distanza».

Annamaria non può nascondere la rabbia per quanto accaduto. Un pomeriggio normale, come tanti altri, trasformato in tragedia. Il signor Marone, che aveva 76 anni, stava rientrando verso caso in viale Gramsci. Forse, in compagnia del figlio 46enne, aveva fatto un po’ di spesa proprio alla Coop di via Canaletto dopo una passeggiata.

«Ho già contattato l’avvocato perché come detto voglio avere risposte dalle sedi opportune. Chi ha sbagliato deve pagare, perché credo sia giusto considerando quanto di grave è accaduto. E attenzione, non è una questione di soldi. Qui si sta parlando di giustizia, di una persona investita in un’area parecchio frequentata da pedoni e ciclisti. In prossimità di una rotonda e lungo le strisce pedonali. Non si può andare forte in quel tratto, bisogna essere attenti perché è noto che ci sono persone che attraversano. Siamo anche in prossimità di una rotatoria, la velocità deve essere moderata e l’attenzione deve essere massima».

Nei momenti concitati del post-incidente in molti, in particolare i residenti della zona RNord, hanno spostato l’attenzione proprio su quell’attraversamento pedonale: «Mi rivolgo al Comune quando dico che quell’area è troppo buia, che quel passaggio è poco illuminato e che dovrebbe esserlo di più per tutelare i cittadini. Si parla spesso della zona di viale Gramsci, si dice delle problematiche che ci sono. Appunto, risolvere un problema come questo deve essere la priorità. Anche le strisce pedonali sono poco visibili, pure questo va evidenziato. Ma ripeto – rimarca nuovamente Annamaria – in quella zona bisogna prestare attenzione. È necessario moderare la velocità come tra l’altro previsto dalle regole della strada». E poi ancora: «Non deve succedere più, mai più»

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