L’Ennesimo Film Festival diventa un caso di studio tra i cittadini di Fiorano
Questionario dell’università per valutare l’impatto sociale della manifestazione, giunta alla sesta edizione, in tutto il distretto
fiorano. Nei primi due giorni sono arrivate oltre 500 risposte al questionario degli studenti dell’università di Modena e Reggio che frequentano il corso di Management e comunicazione d’impresa a Reggio relativo all’impatto sociale dell’Ennesimo Film festival sul nostro territorio. Travolti dalle riposte dei cittadini che di buon grado hanno accettato di rispondere alle domande poste dai giovani sul festival che si tiene a Fiorano da ormai sei edizioni e che si prepara a tornare a maggio. Non è la prima volta che l’Ennesimo Film Festival diventa un case study. Questo è il terzo anno che gli universitari vengono coinvolti in progetti per imparare ad organizzare un evento. E Federico Ferrari e Mirco Marmiroli, gli organizzatori del Festival certamente hanno numerosi consigli da dispensare a chi si avvicina a questo mondo, difficile e pieno di soddisfazioni.
Basti pensare ai numeri dell’ultima edizione dell’Ennesimo, che è resistito alla pandemia e che ha contato quasi duemila presenze. «Quest’anno i ragazzi – spiega Federico Ferrari, organizzatore del Festival – faranno un piano di monitoraggio generale per valutare quello che è l’impatto socio-culturale del festival a Fiorano e nel territorio del Distretto ceramico». Gli studenti sono divisi in tre gruppi di lavoro: «Ognuno di questi analizzerà un aspetto diverso. Uno il rapporto con istituzioni e sponsor, un altro quello con insegnati e studenti e il terzo con le associazioni e i cittadini». Il lavoro è già iniziato: «Pensiamo che sia un progetto molto bello – prosegue Ferrari - che permette ai ragazzi dell’università di mettere in pratica ciò che hanno studiato. In questo caso si parte dall’analisi per trarre delle conclusioni e arrivare a suggerire dei punti di sviluppo». Insomma, alla fine del percorso gli studenti potranno fare delle proposte su come, eventualmente, migliorare il festival. «Noi siamo sempre apertissimi», sottolinea Ferrari. Il questionario – che è solo una parte di un percorso più lungo – pone vari quesiti, partendo da quelli più generali per poi entrare nello specifico del festival: ad esempio vengono chieste le motivazioni per cui si partecipa all’Ennesimo, cosa si desidererebbe di nuovo. Più incontri? Più proiezioni? Più masterclass? O ancora: più punti ristoro o collegamenti? Lo si può spiegare rispondendo alle domande dei giovani. Giovani che arrivano da varie parti d’Italia e che prima di essere convolti nel progetto non conoscevano l’Ennesimo Film Festival: «Abbiamo capito che il festival è molto sentito a livello emotivo e permette di conoscere il mondo del cortometraggio, un mondo che si è un po’ perso con le nuove modalità di guardare film e serie tv. Da quello che abbiamo potuto capire finora, l’Ennesimo è qualcosa di molto locale e intimo, ma che accoglie tutti a braccia aperte», così Giulia Capirossi, una delle studentesse che seguono il progetto. «Siamo molto contenti – conclude Giulia – promuovendo il nostro questionario su Facebook abbiamo ricevuto molti feedback da quasi tutte le fasce d’età. A parte gli under 18 che non utilizzano molto questo social, abbiamo coperto le fasce dai 18 agli over 65 e questo ci fa molto piacere».
S.P.
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