La Romagna: «Qui rischiamo di chiudere»
Vanni del sindacato Balneari di Confartigianato: «Nessuna tutela per le piccole e medie imprese e gli investimenti fatti»
RIMINI. «Non c’è nessuna tutela delle piccole e medie imprese. Di chi ha fatto investimenti. Qui si rischia di chiudere o mettere in ginocchio tutto il settore». Mauro Vanni, ex presidente della cooperativa Bagnini Rimini Sud e presidente del neonato Sindacato Balneari Confartigianato dell’Emilia Romagna va giù pari e punta l’indice contro una sentenza del Consiglio di Stato che «dà giudizi pesanti anche all’operato della politica. Non ammette deroghe con motivazioni così dettagliate che sembra una sentenza già pronta da tempo...».
«Diversi bagnini saranno in difficoltà perché, effettivamente, hanno acquisito le spiagge da poco e si trovano in una situazione un po' complicata – prosegue Vanni che rappresenta gli imprenditori del settore delle province di Rimini, Ravenna e Ferrara –. Su quello che il Consiglio di Stato ha sentenziato non ci sono margini di manovra: sia sulla scadenza delle concessioni, sia sul fatto che la Bolkestein è la legge di riferimento e non ci sia possibilità di derogare su questo. La cosa grave è che il Consiglio di Stato ha fatto anche delle considerazioni non dovute. Che in 20 giorni pontifichi con una sentenza di 50 pagine così dettagliata fa quasi pensare che la sentenza fosse già pronta. Praticamente ha messo il Governo con le spalle al muro dando anche giudizi pesanti sull’operato della politica».
Nella pronuncia, per Vanni «il Consiglio di Stato è andato giù pesante: non c’è nessun accenno alla tutela e alla difesa delle piccole e medie imprese, degli investimenti, del valore di impresa costruito, del know-how, ci sono delle carenze che non riusciamo a capire. La politica adesso deve interpretare bene questa sentenza e dare almeno certezza per il futuro perché non venga bruciato un comparto dell’economia italiana così importante».
«Dopo la sentenza del Consiglio di Stato ora è davvero urgente che il governo affronti in modo definitivo la materia attraverso una legge di riordino delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative. Un provvedimento da troppo tempo rinviato e che dovrà contenere criteri molto chiari per tutelare il lavoro, la professionalità e gli investimenti fatti dagli imprenditori balneari». L’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini, commenta così la decisione del Consiglio di Stato di indicare il 31 dicembre 2023 come termine ultimo per le proroghe delle concessioni balneari che da inizio 2024 saranno quindi aperte al libero mercato, come previsto dall’articolo 12 della Direttiva Bolkestein.
«Da troppo tempo i nostri operatori turistici stanno vivendo una situazione di incertezza rispetto al loro futuro, a quello delle loro famiglie e delle proprie imprese – prosegue l’assessore –. Una situazione che va chiarita una volta per tutte. Per questo occorre una norma che dovrà essere concordata con l’Ue per non incorrere in procedure di infrazione che continuerebbero a mettere a rischio un comparto fondamentale per l’economia turistica nazionale e regionale».
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