Gazzetta di Modena

Modena

castelfranco 

«Su polizia penitenziaria e magistrati parole incaute»

Alberto Poppi

Dopo la spaccatura in Consiglio sulla tragedia del carcere il sindaco Gargano e Fabbri fanno chiarezza: «Rispetto delle istituzioni»

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castelfranco. Dopo la spaccatura che si è creata in Consiglio comunale tra maggioranza e opposizioni a proposito dei gravi episodi avvenuti nel carcere di Modena, l’amministrazione comunale intende fare chiarezza. «A di Castelfranco, innanzitutto, ho il dovere di ribadire e riaffermare il rispetto istituzionale nei confronti sia della Magistratura, sia del Corpo di Polizia Penitenziaria – afferma il sindaco, Giovanni Gargano – Ritengo le dichiarazioni espresse durante la discussione consiliare, circa l’operato del Corpo di Polizia Penitenziaria e della Magistratura in relazione alle rivolte del marzo 2020 presso il carcere di Modena, incaute e frutto delle circostanze del dibattito, che non ha agevolato una migliore e doverosa puntualizzazione e contestualizzazione da parte del consigliere comunale, rispetto al merito delle questioni poste».

Il consigliere Pier Francesco Fabbri chiarisce a proposito dell’archiviazione dei fatti che «ho espresso rammarico per l’esito di un percorso da cui tanti cittadini e cittadine auspicavano di ottenere maggiori risposte, riguardo i fatti che hanno portato alla morte 14 persone. Durante la discussione in Consiglio Comunale, abbiamo evidenziato per primi l’estrema criticità in cui si trovano a lavorare ogni giorno le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, a causa della mancanza di finanziamenti, formazione e supporto adeguati. Questi e altri problemi strutturali rendono quasi impossibile svolgere il loro mestiere con serenità e in sicurezza». Conclude il sindaco: «Il coinvolgimento e la partecipazione della Polizia penitenziaria al trattamento rieducativo dei detenuti e delle detenute è tra i processi fondamentali per la valorizzazione della legalità e il perseguimento degli obiettivi di sicurezza, all’interno e all’esterno dei luoghi di reclusione. Ne è un esempio la collaborazione tra l’amministrazione e la Casa di reclusione di Castelfranco, per la realizzazione di progetti sulla sicurezza urbana e l’inclusione dei detenuti».



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