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«Un ospedale da rilanciare» C’è l’accordo

Mattia Cocchi
«Un ospedale da rilanciare» C’è l’accordo

Unanimità in Consiglio sulla petizione lanciata per rivedere il Pal «Serve una svolta decisa altrimenti si dovrà chiudere»

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Mattia Cocchi

Un Consiglio comunale sulla Sanità che farà comunque discutere. È quello che si è tenuto all’Auditorioum Montalcini e che aveva un unico ordine del giorno, la “Petizione popolare presentata in data 3/07/2021 dai sigg.ri Chiarotti Ubaldo e Vecchi Nicoletta per richiedere la revisione del Piano Attuativo Sanitario Locale ed iniziative volte alla ridefinizione delle missioni dei vari ospedali della provincia di Modena, mantenendo due soli punti fermi: Policlinico e Ospedale di Baggiovara, HUB provinciali”. L’atto è stato votato all’unanimità.

In sala erano presenti i promotori della petizione che ha raccolto oltre 600 firme a Mirandola e più di 1500 sul territorio dell’Area Nord: il prof. Ubaldo Chiarotti, del Comitato “Salviamo l’ospedale di Mirandola, la professoressa Nicoletta Vecchi Arbizzi de l’associazione La Nostra Mirandola, il dottor Valter Merighi, il dottor Sergio Penitenti, mentre collegata da Pavullo, c’è anche Maria Cristina Bettini del comitato “Salviamo l’ospedale di Pavullo”. Da segnalare anche la presenza del sindaco di Medolla e presidente Ucman, Alberto Calciolari e di quello di San Prospero Sauro Borghi. Ma pure del direttore dell’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, Giuseppe Licitra, del direttore sanitario dell’Ausl di Modena Silvana Borsari, del direttore del distretto socio sanitario dell’Area Nord, Angelo Vezzosi.

Da parte del Consiglio comunale – è la sintesi diffusa al termine della seduta – è emersa una risposta unanime: «Da parte nostra, e crediamo che sia espressione anche di larga parte della volontà popolare di Mirandola, come dell’Area Nord della provincia, non ci può essere alcun cambio di rotta sull’ospedale di Mirandola. Va riaperto il reparto di Cardiologia; va progettato e realizzato a tempo di record un nuovo corpo di fabbrica per funzioni ad alto contenuto tecnologico; c’è l’urgente necessità di medici in Pronto soccorso, come dell’assegnazione di psichiatri. E di un primariato di Anestesia. Se non si ottempera a queste richieste il percorso di depauperamento della struttura sarà irreversibile fino alla chiusura».



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