«Dico sì all’oca. Il cavallo? La città doveva pretenderlo»
l’opinione
Parere favorevole per il “trasferimento” della grande oca-giocattolo di Cremaschi anche da parte del gallerista Emilio Mazzoli. «E’ una buona proposta. L’opera è interessante e una delle poche dell’arredo urbano che abbia un suo significato. Certo, non si possono confrontare il Cavallo e la Kimera. Sono due cose diverse. Il Cavallo di Paladino aveva un significato metafisico, collegandosi a De Chirico e Sironi».
C’è rimpianto?
«Non ho rimpianti. Ho il dispiacere di non essere stato usato, come dovuto. Avrei dato anche molto della mia parte. Un’opera che è andata completamente persa per la città. E ciò per motivi politici. Ritengo che sulle cose di arte e cultura dovrebbero parlare quelli che se ne intendono. E’ nata una polemica pretestuosa e perenne. Ci rimettevo dei miei soldi per amore della città. Hanno avuto paura degli attacchi che mi hanno fatto. Paladino ha realizzato il sipario del Teatro a Parma. Di cavalli ne ho messo uno anche a Strasburgo sul Castello che è l’emblema della città. Il cavallo di Modena era stato fatto apposta per la Manifattura. E’ la città che doveva pretenderlo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
