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Esplosione in Sierra Leone L’anestesista De Julis parte con la task force

Esplosione in Sierra Leone L’anestesista De Julis parte con la task force

A Freetown 98 morti e decine di feriti per il rogo da un’autocisterna Il medico della Rianimazione del Policlinico in volo con il team italiano  

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la storia

Il dottor Stefano De Julis, anestesista-rianimatore del Policlinico di Modena, medico strutturato della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione diretta dal professor Massimo Girardis, farà parte della task force italiana in partenza domani per Freetown. Nella capitale della Sierra Leone, piccolo Stato africano occidentale, parteciperà alla missione di soccorso umanitaria per fornire assistenza ai cinquecento feriti, per lo più ustionati, coinvolti nello scoppio di una cisterna avvenuta la sera di venerdì scorso: almeno 98 persone sono morte nell’esplosione, ci sono anche decine di feriti, alcuni molto gravi e con poche possibilità di sopravvivenza. Secondo le ricostruzioni dei giornali l’autocisterna ha preso fuoco dopo essere stata coinvolta in un incidente stradale alla periferia della città. Quando l’autocisterna è poi esplosa (non è ancora chiaro perché) le fiamme hanno raggiunto auto, altri veicoli ed edifici in prossimità, uccidendo decine di persone. La task force italiana sarà composta da due chirurghi plastici, due rianimatori e due operatori del Dipartimento di Protezione civile. Classe 1984, originario di Corridonia di Macerata, ma specializzato in Unimore, il dottor De Julis è stato assunto di ruolo nel 2019. «Mi unisco ai complimenti al dottor De Julis già espressi dall’Assessore politiche per la salute per la disponibilità a partire per questa missione umanitaria, confermata in pochissime ore - ha commentato il dottor Claudio Vagnini, direttore generale del Policlinico di Modena – e auguro buon lavoro a tutta la delegazione italiana. È significativo che sanitari già duramente provati da due anni di pandemia siano sempre pronti ad aiutare il prossimo. Non è una disponibilità da dare per scontata e che, ancora una volta, conferma la grande caratura umana del nostro personale».

«La cosa importante e più bella per me come direttore – ha aggiunto il prof. Massimo Girardis – non è solo il fatto che Stefano ha accettato subito, ma anche che il resto dell’Equipe medica si è resa subito disponibile a coprire tutti i suoi turni di lavoro. Encomiabile lui a dare disponibilità ma bravissimi anche i colleghi. La sentiamo quasi una missione di gruppo e questo mi rende orgoglioso della nostra squadra».

Commenta il dottor De Julis: «La scelta è stata istintiva, per dare una mano a colleghi che si trovano in estrema difficoltà e che già normalmente lavorano in condizioni di precarietà e di povertà. Restituire idealmente quello che noi come Servizio abbiamo ricevuto l’anno scorso in emergenza Covid con colleghi anestesisti esterni all’azienda sono venuti a darci un aiuto per tirare il fiato. Ciò che porto con me è l’esperienza anestesia di chirurgia addominale maggiore dei trapianti e gestione pazienti critici anche in shock settico, di cui mo è centro eccellenza».

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