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Covid, a Modena una cura per la perdita dell’olfatto

Paola Ducci
Covid, a Modena una cura per la perdita dell’olfatto

All’Hesperia Hospital un nuovo trattamento che combina farmaci e riabilitazione: l’89% guarito entro un mese

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Si chiama “smell therapy” la cura sperimentale per recuperare olfatto e gusto dopo il Covid disponibile presso l’Hesperia Hospital di Modena, struttura d’eccellenza del Gruppo Garofalo Health Care. La terapia è stata messa a punto dal professor Nicola Taurozzi, primario emerito e già docente all’Università Statale di Milano, nonché collaboratore dell’Hesperia insieme al dottor Mahmoud Abou Merhi, responsabile dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale modenese. «La smell therapy - chiarisce il professor Taurozzi - è un trattamento riabilitativo innovativo che combina farmacologica tradizionale associata ad una riabilitazione dell’organo olfattorio. Dati epidemiologici evidenziano infatti che il 70% delle persone colpite da Covid presenta la perdita dell’olfatto, scientificamente definita anosmia, spesso associata alla perdita del gusto. Se il 20% riesce a recuperare l’olfatto entro 30 giorni, il 78% impiega fino ad un anno e il rimanente 2% non lo recupera affatto».

Il trattamento sperimentato nella clinica modenese si basa sulla riabilitazione dell’organo dell’olfatto danneggiato dal virus attraverso l’allenamento mediante la tecnica della “smell therapy” appunto, riportata anche nella rivista specialistica internazionale “Frontiera Orl Periodic of Otolaryngology”. Professor Taurozzi, ma qual è il meccanismo con il quale il Virus compromette l’organo dell’olfatto, visto che il recupero è estremamente difficoltoso? «I virus del comune raffreddore (adenovirus e rinovirus) colpiscono i recettori della mucosa olfattiva, ossia quella piccola area che si trova nella parte superiore delle fosse nasali, e la conseguente perdita dell’olfatto si risolve nel giro di 7-10 giorni. Il Sars -Cov-2, come è stato dimostrato nel febbraio 2020 da studi dell’Harvard Medical School di Boston, aggredisce invece il bulbo olfattivo che si trova nel cervello e indirettamente i neuroni olfattori, attraverso le cellule sustentacolari. Quindi l’anosmia da Covid è da considerare una vera e propria malattia neurologica che spiega il lento recupero dell’olfatto, che molte volte è addirittura irreversibile».

Partendo dalla considerazione che la perdita dell’olfatto da Covid si presenta come una malattia neurologica, in che cosa consiste la nuova terapia sperimentata? «Le malattie neurologiche - spiega ancora il professor Taurozzi - si avvantaggiano sia della terapia farmacologica che riabilitativa- partendo da questa considerazione, tra il marzo 2020 e aprile 2021 abbiamo pensato di trattare 31 pazienti paucisintomatici Covid-19 affetti da perdita dell’olfatto persistente oltre i 60 giorni con una terapia combinata del tutto innovativa: farmacologica tradizionale associata ad una riabilitazione dell’organo olfattorio che veniva allenato facendo “annusare” al paziente alternativamente per 30 secondi ciascuno una serie di 4 oli essenziali a diversa intensità odorosa 3 volte al giorno per la durata di 30 giorni ( metodica della “smell therapy”). Nel campione di pazienti trattati con la terapia combinata si è raggiunta la guarigione dopo 30 giorni nell’89% dei casi, mentre nel campione sottoposto alla sola terapia farmacologica tradizionale, l’anosmia si è risolta solo nel 40% dei casi».

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