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Lapam, nuova sfida delle imprese «La tenuta sociale passa da qui»

S.T.
Lapam, nuova sfida delle imprese «La tenuta sociale passa da qui»

Gilberto Luppi è stato confermato presidente: «Gioco di squadra per continuare a crescere»

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Gilberto Luppi è stato confermato presidente di Lapam Confartigianato. L’imprenditore meccanico è stato eletto all’unanimità dal consiglio generale che era stato a sua volta eletto qualche settimana fa dall’assemblea Lapam.

Il “parlamentino”, formato da 63 persone, ha deciso di confermare Luppi e, su proposta dello stesso presidente, ha anche rieletto Carlo Alberto Rossi come segretario generale dell’associazione imprenditoriale che conta circa 11.500 associati nelle province di Modena e Reggio Emilia con 38mila dipendenti.

Presidente Luppi, dopo 4 anni non semplici il consiglio le ha rinnovato la fiducia. Tutto scontato?

«Non direi così, sono stati davvero anni complicati e non solo per il Covid. Intanto voglio ringraziare i colleghi imprenditori non solo per la rielezione, ma soprattutto per le parole con cui mi hanno chiesto la disponibilità per questo nuovo mandato. Sono stati diversi gli interventi che ci hanno fatto capire quanto il lavoro svolto sia stato apprezzato. Ed è stato apprezzato perché è stato un vero lavoro di squadra».

Cosa intende dire?

«Che quello che abbiamo portato avanti in questi anni lo abbiamo portato avanti insieme con gli imprenditori associati e i dirigenti elettivi in prima battuta, e con la struttura dell’associazione. Il confronto e la sinergia è stata la chiave per affrontare sfide difficili e per rispondere alle imprese».

E quali sono le sfide del nuovo mandato?

«Ne cito solo alcune, le principali. La digitalizzazione che va spinta al massimo sfruttando le potenzialità dei dati, la carenza delle materie prime e il costo che aumenta che rischia seriamente di frenare o addirittura fermare la ripresa, la sostenibilità ambientale e la transizione ecologica delle imprese che non è più rimandabile, la tutela del made in Italy, il rilancio del turismo e il lavorare per creare comunità nelle aree interne (penso all’Appennino, ad esempio) come presidio del territorio. La formazione mi sta molto a cuore. Penso al grande lavoro con gli istituti superiori (al recente MoRe Impresa Festival abbiamo coinvolto più di 130 classi quarte e quinte), all’orientamento nelle scuole medie, all’università, agli ITS che devono avere un rapporto più stretto con le pmi, agli istituti professionali. Oltre che al nostro ente di formazione FormArt. Di carne al fuoco ce n’è parecchia».

Per finire, nello scorso mandato sono stati festeggiati anche i 60 anni di Lapam. Che futuro ha l’associazione che dirige?

«Sembra passato tanto tempo, ma era solo il 2019 in effetti. È stato, il sessantesimo, un grande segnale di vitalità dell’associazione, un segnale che è stato confermato dalla risposta alla pandemia. Il futuro è tutto davanti a noi ed è tutto da cogliere: prima parlavo di digitale, di sostenibilità, di formazione… Lapam sa bene che la tenuta del territorio, economica e sociale, passa dalle piccole imprese. Il futuro lo costruiremo insieme, a partire dalla capacità di fare squadra».

S.T.

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