Dispensa Emilia: un nuovo ristorante a Modena e nel 2023 punterà all’estero
Il 25 novembre in via Cabassi apre il quarto locale cittadino Raggiunta quota 25 ma sono in arrivo altre 11 aperture
Giovanni Medici
Dispensa Emilia rafforza la sua presenza nel Modenese aprendo il suo quinto ristorante, il quarto nel capoluogo (l’altro è a Carpi). Il taglio del nastro è previsto il 25 novembre, là dove un tempo c’era il concessionario Smart, in via Sandro Cabassi 14.
Nata nel 2004 da un’idea tra gli altri dell’attuale presidente e amministratore delegato Alfiero Fucelli, Dispensa Emilia ha sede in via Emilia Est e in città si trova anche la cucina che produce i semilavorati che vengono poi consegnati ai vari ristoranti e preparati al momento dell’ordine: questa catena può contare oggi su 25 locali tra Emilia, Toscana, Veneto e Lombardia, situati in centri commerciali, stazioni ferroviarie o lungo le strade più trafficate: nel 2021 Dispensa Emilia prevede di arrivare a nove nuove aperture in tutto (l’ultima in ordine di tempo è di un mese fa, nei prestigiosi spazi del Citylife Shopping District di Milano) e nel 2022, come dichiarato recentemente dai dirigenti della società, a ulteriori undici, che porteranno il totale dei dipendenti a 750 circa.
Nel 2023 Dispensa Emilia punta ad affacciarsi anche al mercato estero. Dopo un 2020 difficile (il fatturato si è fermato a 12,2 milioni di euro a causa delle misure restrittive dovute alla pandemia, il 40% in meno del 2019), Dispensa Emilia ha dunque ripreso a crescere, sempre preservando nelle sue proposte gastronomiche i sapori della tradizione culinaria emiliana e presentando in chiave moderna e innovativa piatti la cui fama ha da tempo varcato i confini regionali.
Dalla tigella al gnocco fritto, passando per tagliatelle e tortellini, ma anche insalate. Una proposta calibrata per soddisfare sia chi si ferma per una pausa sana, gustosa e veloce, sia famiglie, coppie o gruppi di amici che vogliono condividere un pranzo o una cena all'insegna della migliore tradizione emiliana, in un ambiente accogliente. Il tutto prenotabile via App da casa, con servizio a domicilio (effettuato con mezzi elettrici) mentre il cibo d’asporto grazie a un’apposita applicazione digitale (App&Go) si può non solo prenotare ma ritirare senza scendere dall’auto.
Nel luglio 2018 Dispensa Emilia ha aperto le porte a Investindustrial, società di investimento cui oggi fa capo il 70% della società. I dipendenti a fine 2020 erano 348, quasi tutti a tempo indeterminato, per i due terzi donne. Il 98% dei nuovi ingressi l’anno scorso erano under 30.
A fianco della sede modenese dell’azienda c’è anche la Scuola per i neoassunti e che si occupa della formazione continua dei lavoratori. L’anno scorso l’azienda presieduta da Fucelli ha donato 100mila euro agli ospedali di Modena, Bologna e Bergamo (e altri 20 mila sono arrivati da donazioni di clienti e dipendenti) per sostenerli nella battaglia contro il Covid. Ogni settimana dai ristoranti della catena che si trovano nelle principali città escono pasti gratuiti destinati alle mense della Caritas Italiana. Il 100% della frutta e della verdura proposte nei locali marchiati Dispensa Emilia è fresco, mentre tutti gli imballaggi (anche per l’asporto) sono riciclabili o compostabili. Pure i cestini che dalla cucina di Modena partono con l’impasto di tigelle e gnocco fritto per i ristoranti sono riutilizzabili. I due terzi degli approvvigionamenti arrivano da fornitori emiliano-romagnoli: il legame con il territorio è sottolineato dal fatto che sulle maglie dei giocatori del Modena Volley c’è anche il logo Dispensa Emilia. Un brand che la rivista Forbes ha inserito nella lista delle 100 Eccellenze Italiane 2021, nella categoria Socialize.
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