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I giocattoli danneggiati riprendono vita e sono regalati ai bimbi

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L’agricoltura del territorio modenese, quello della Bassa non fa certamente eccezione, deve fare i conti con una nuova insidia. Una insidia che questa volta non riguarda il clima o particolari parassiti, che comunque con i loro “attacchi” alle coltivazioni restano una problematica reale. In questi giorni, però, il mirino si è spostato sul mondo del lavoro.

È di nuovo allarme per la frutticoltura in provincia di Modena, già martoriata da gelo, insetti e malattie. Eventi che hanno colpito l’intera area della Bassa modenese. Questa volta l’appello lanciato da Confagricoltura riguarda la carenza di mano d’opera specializzata, utilizzata per le operazioni di potatura. Una questione che si sta facendo preoccupante e della quale si deve tenere conto.

«Non entro nel merito delle cause, ma se fino ad ora il problema riguardava perlopiù il sud del nostro Paese, ora la situazione sta diventando drammatica anche qui da noi: non si trovano operai esperti nella potatura dei nostri alberi da frutto», è l’allarme del direttore Stefano Gasperi.

«La natura fa comunque il suo corso e le lavorazioni nei campi non si fermano – continua Gasperi – in mancanza di manodopera formata il rischio per le aziende è di dover ricorrere a personale poco qualificato, a scapito della produttività e dell'integrità del frutteto negli anni successivi».

Senza parlare poi, conclude il direttore della Confagricoltura modenese, «del proliferare del lavoro irregolare che potrebbe diventare un problema in una situazione di squilibrio tra la domanda e l’offerta di lavoro come quella attuale, perché gli effetti della pandemia e la normativa riguardante il reddito di cittadinanza potrebbero innescare dei comportamenti non sempre trasparenti»

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