«Studenti: restrizioni inasprite anche dopo l’uscita da scuola»
Di Finizio: «È incomprensibile la “sorveglianza per testing” anche dopo le lezioni Nessun altro con tampone negativo è così vessato, così si crea una quarantena»
Paola Ducci
Il gruppo di Priorità alla scuola di Modena (Pas) si mostra critico verso i nuovi protocolli da applicare all’interno delle scuole sul tracciamento quarantene, criteri che la Regione dal 9 novembre ha fatto propri recependo le disposizioni del Miur e del Ministero della salute. Si chiede un incontro con l’Ausl, mettendo in evidenza quelli che vengono ritenuti passaggi inaccettabili al ventunesimo mese di pandemia.
«Non riusciamo a capire – sottolinea Devrim Di Finizio di Pas – come la nostra Regione abbia ritenuto accettabile tornare indietro e inasprire i provvedimenti di restrizione in carico agli studenti. È stato infatti introdotto lo stato di “sorveglianza con testing” che di fatto comporta per tutti gli studenti di una classe, anche con tampone negativo, una restrizione della vita extrascolastica. Nessun altro cittadino con tampone negativo è soggetto a tali limitazioni: questo provvedimento istituisce una sorta di increscioso e prolungato stato di “arresti domiciliari" per gli studenti, per un periodo verosimilmente non inferiore a 7-8 giorni, creando il paradosso di una durata equivalente se non superiore alla quarantene».
Ciò che il gruppo modenese chiede a gran voce, alla luce anche dei casi di scuole che hanno atteso fino a una settimana per un tampone, è che la Regione garantisca che le Ausl siano in grado di sostenere le disposizioni delle quarantene selettive organizzando hub per tamponi rapidi dedicati al mondo della scuola. I meccanismi che riducono le eventualità e la durata delle quarantene dipendono dalla tempestività delle analisi: i tamponi devono essere subito prenotabili, eseguiti e refertati. «Dal momento che si prevede un numero di test maggiore per ogni caso positivo – specifica Di Finizio – la Regione dovrà stanziare tutte le risorse necessarie in termini di personale e materiali adottando anche i test salivari, almeno fino ai 12 anni».
«Ma non è tutto – aggiunge Elisa Turrini di Pas – registriamo con preoccupazione la distinzione tra studenti vaccinati e non vaccinati nel nuovo protocollo. Già questi primi mesi di scuola hanno mostrato le difficoltà che derivano dalla gestione dei rientri da quarantene di lunghezza differenziata. L’introduzione di ulteriori distinzioni, oltre a porre nuovi ostacoli organizzativi, diventa divisiva. La scuola invece è una comunità e come tale deve funzionare, trovando casomai delle mediazioni senza aggravare le fratture e senza lasciare indietro nessuno. Ricordiamo che stiamo parlando di minorenni e di diritto all’istruzione, in un contesto di assenza di obbligo vaccinale». Pas ci tiene anche a segnalare che, affinché le quarantene non diventino un peso economico troppo pesante per le famiglie, è utile prevedere congedi e sostegni, specie per le famiglie dei più piccoli, dal momento che per nidi e scuole infanzia le regole restano inalterate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
