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Tre amici in bicicletta sulle orme del Cammino di San Francesco

S.A.
Tre amici in bicicletta sulle orme del Cammino di San Francesco

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LA STORIA

Tre amici bikers in pellegrinaggio da Rimini al Santuario Francescano della Verna sul Cammino di San Francesco: Andrea Baraldi, Federico Leporati e Paolo Carnevali si definiscono: «tre ex scout, anzi scout lo si rimane per sempre, con intatto lo spirito d’avventura, che amano stare all’aria aperta, misurarsi con i nostri limiti e conoscere il valore delle cose conquistate con la fatica. Lo spirito francescano scorre potente in noi, parafrasando un film a noi caro, rappresenta i nostri valori più cari: amicizia, sacrificio e spiritualità».

I tre amici sono partiti l’ultimo venerdì di ottobre da Rimini per raggiungere in mountain bike Arezzo tra boschi e sentieri dell'appennino: 160 chilometri per 4400 metri di dislivello di ascesa totale in quattro tappe.

La prima si snoda da Rimini fino a San Leo. Successivamente, si passa da San Leo fino a Le Balze, per poi raggiungere da Le Balze, La Verna, per poi terminare ad Arezzo.

La quarta tappa è stata però cancellata per il maltempo. «Tuttavia, per noi l’importante era raggiungere il Santuario dove abbiamo vissuto i momenti forti del nostro pellegrinaggio – sottolinea Andrea Baraldi che con i suoi post su Facebook ha tenuto una sorta di diario di viaggio – Il Cammino è molto bello a prescindere, sia in bici che a piedi, sia per credenti che non. Spero di essere stato di ispirazione ad altri che vogliano cimentarsi in questa impresa certo faticosa ma che dà grandi soddisfazioni, riempie gli occhi e il cuore».

«Il successo dei Cammini in tutta Europa – prosegue Baraldi – credo sia dovuto alla ricerca di spiritualità che l’uomo ha latente, dico spiritualità e non religiosità, questo non a caso. Questo turismo è sempre più in espansione, ancora di più ora con l’avvento delle biciclette elettriche che rendono alla portata di tutti queste avventure. Il nostro appennino è un luogo ideale con i suoi borghi medievali e le dolci coline, credo che si debba cogliere questa nuova tendenza come nuovo volano turistico per quei territori».

Andrea Baraldi conclude con un augurio di buona strada a tutti «perché la strada non finisce mai ed è bello così» .



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