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zamboni (europa verde) 

«Analisi costi e benefici sulla Cispadana, servono risultati certi»

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Un’analisi costi-benefici sulla Cispadana, annunciata dall’assessore regionale Andrea Corsini ma della quale non si conoscono eventuali risultati. Per riaccendere l’attenzione sull’iter Silvia Zamboni di Europa Verde ha depositato un’interrogazione nella quale si domanda alla giunta regionale di illustrare quel tipo di valutazioni economiche mettendo a confronto tre scenari antitetici tra loro.

«È trascorso più di un anno da quando l’assessore Andrea Corsini, in risposta a un’interrogazione di Europa Verde, confermava l’avvio di un’analisi costi-benefici che metteva a confronto il progetto dell’autostrada Cispadana con due diverse opzioni: una strada extraurbana non a pedaggio a due corsie per marcia, e una strada secondaria a una corsia per marcia – ricorda la vice presidente dell’Assemblea legislativa – Nel frattempo, mentre l’esito di questa analisi non è ancora disponibile, il Governo ha stanziato 200 milioni per la realizzazione dell’autostrada. Con l’interrogazione che ho depositato chiedo quindi alla Giunta se sia stata ultimata l’analisi e, in caso positivo, di pubblicarne il contenuto e l’esito».

Lo stanziamento governativo escluderebbe di fatto le altre due ipotesi e proprio quei 200 milioni hanno messo Europa Verde in vigile attesa. «Come Verdi – scrive Zamboni – riteniamo che la decisione finale in merito a tracciato e tipologia del collegamento stradale vada assunta, in base agli impegni presi, attraverso un percorso trasparente che consenta di valutare le alternative sulla base dei risultati di un’analisi compiuta secondo i criteri scientifici che si adottano in queste valutazioni. È noto che Europa Verde condivide la posizione dei comitati che ritengono che il tracciato stradale a scorrimento veloce a doppia corsia per senso di marcia non a pedaggio possa meglio rispondere alle esigenze di mobilità del territorio, rispetto ad un’autostrada a pagamento con pochi varchi di entrata-uscita. Le esigenze trasportistiche del distretto biomedicale dovrebbero invece trovare risposta nel trasporto su ferro, in sintonia con le scelte compiute dagli altri paesi europei, in particolare Svizzera e Austria, che paiono sempre più orientate a contenere il traffico pesante di attraversamento dei loro territori da e per i valichi alpini».

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