Il direttore Mirto lascia l’Unione Nuova rivoluzione?
Il tecnico che doveva essere il punto di riferimento si defila Arriva un facilitatore ma il futuro dell’Area Nord è nebuloso
Era considerato la persona giusta su cui fondare la nuova Unione Area Nord a otto Comuni in vista dell’uscita di Mirandola. E invece da lider maximo le quotazioni di Pasquale Mirto si sono drasticamente ridotte, quasi azzerate. Il ruolo di direttore generale, che avrebbe governato tecnicamente l’ente, anche alla luce delle riconosciute competenze maturate in termini di servizio Tributi, sembra allontanarsi.
Il mondo politico sta valutando con attenzione: sa bene il valore di Mirto come del resto dimostrano i soldi recuperati grazie al suo lavoro, ma qualcosa non ha funzionato nei rapporti interni e con i segretari comunali che si sono succeduti. Ecco perché ad un certo punto Mirto ha deciso di sciogliere gli indugi e potrebbe tornare a lavorare solo per il Comune di Mirandola anche se il rapporto con l’Unione rimane un tema aperto. Una decisione che ha aperto un ulteriore problema per un ente che da anni ha problemi di personalità anche – ma non solo – alla luce dell’exit di Mirandola. Senza più direttore operativo, l’Unione ha così per ora individuato in Gianni Doni, comandante del Corpo unico di Polizia locale, un dirigente a cui affidare importanti incarichi, ma rimane un incarico pro tempore visto che lo stesso Doni è destinato a comandare solo la Polizia locale di Mirandola, destinata a tornare autonoma entro poche settimane. Un aiuto all’Unione arriverà dalla Provincia con l’avvocato Barbara Bellentani “comandata” per qualche ora agli Affari generali. E un altro contributo potrebbe portarlo anche il ruolo del facilitatore, incarico finanziato dalla Regione che punta ad armonizzare i vari servizi interni all’ente. Si tratta di un ruolo che dovrebbe agevolare la costituzione di un’Unione a otto Comuni, in sostanza provando a declinare quegli scenari che con Giuseppe Canossi, il consulente che per mesi ha lavorato con Pasquale Mirto, si erano posti all’orizzonte, ma che il fronte politico non aveva mai voluto concretizzare fino in fondo. Ora sembra giunto il momento anche perché le condizioni politiche – centrosinistra in maggiornaza dopo le elezioni di Finale – sono meno complesse di quelle affrontate fino all’estate.
F.D.
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