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segnalazioni continue delle crisi 

La rabbia dei vicini: «Tutti sapevano e nessuno l’ha salvata»

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Rabbia. Oltre allo sgomento per la notizia dell’omicidio che ha rapidamente fatto il giro del quartiere, è questo il sentimento predominate nel vicinato di via Dei Manzini. Perché tutti sono convinti che la tragedia poteva essere evitata.

«Quando Carlo beveva diventava incontrollabile: le urla dei litigi si sentivano in strada – racconta Cynthia Manfredi, un’altra vicina – la polizia era qui tutte le settimane, il caso era noto anche ai Servizi sociali ma nessuno ha fatto qualcosa per separare madre e figlio. Un paio di settimane fa ho sentito Milena gridare: “Vi prego aiutatemi!”. Sono corsa fuori e ho visto che c’era già la polizia locale che interveniva. Allora ho chiesto se potevo dare anch’io qualche informazione su quello che vedevo e sentivo in quella casa, ma mi è stato detto: “Non è il momento, torni a casa”. Io non sto zitta, questa storia deve venire fuori anche perché non ricapitino più cose del genere, e ci sia la capacità di intervenire prontamente di fronte ai fattori di rischio. Sto malissimo per quello che è successo, perché sono convinta che Milena poteva essere salvata. E anche Carlo poteva essere aiutato con un percorso di recupero più efficace di fronte alla grave dipendenza da alcol di cui soffriva. Non devono succedere queste cose, non possono succedere. Perché le avvisaglie c’erano tutte, non si è trattato di qualcosa capitato all’improvviso».

«Quel ragazzo aveva una grossa sofferenza interiore, che è peggiorata dopo la morte del padre – testimonia un’altra vicina – ma anche la madre soffriva e si era rinchiusa in se stessa: usciva pochissimo, gettava il pattume sempre a notte fonda quando era difficile che potesse incontrare qualcuno. D’estate, con le finestre aperte, i litigi si sentivano per tutta la via: tutti temevamo che potesse succedere qualcosa di brutto».

«È una tragedia annunciata questa – ribadisce un altro vicino – tutti le istituzioni che dovevano sapere sapevano cosa passava. E non hanno agito».

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