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castelfranco. la proposta dell’opposizione 

Una nuova scuola superiore divide il Consiglio comunale

G.F.
Una nuova scuola superiore divide il Consiglio comunale

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castelfranco. Occasione persa o salto nel vuoto evitato? Il dibattito è aperto (e acceso). Fa discutere parecchio in Consiglio la mozione per costruire un nuovo istituto sul territorio castelfranchese. Lega e Liberi di Scegliere propongono un indirizzo tecnico-liceale smarcato dall’istituto Spallanzani. I leghisti Cristina Girotti Zirotti ed Enrico Fantuzzi si uniscono al capogruppo Modesto Amicucci nel domandare finanziamenti regionali, nazionali e comunitari ad hoc. I sottoscrittori della mozione partono dai dati sulla popolazione di Castelfranco: 32.796 abitanti, di cui 3.450 in età scolare secondo il documento unico di programmazione.

«Nessuno di noi amministratori deve dimenticare la lezione del Covid – sferza Girotti Zirotti nel dibattito – Occorrono nuovi spazi, c’è un’evidente carenza».

«Non siamo a un punto zero», avverte Paola Cuoghi, consigliere Pd, che rivendica l’impegno dell’amministrazione. La mozione trova il supporto di Frazioni e Castelfranco e Movimento 5 Stelle. «È un punto zero perché abbiamo il Pnrr», controbatte Amicucci.

«Costruire o pensare a un istituto senza alcun indicatore e senza riferimenti è un salto nel vuoto che non ritengo assolutamente opportuno – ribatte il sindaco Giovanni Gargano – Ricordo che spendiamo soldi pubblici e spesso siamo richiamati dalla minoranza ad avere attenzione a tale tipo di spesa». Il sindaco puntualizza sui fondi Pnrr e sull’indirizzo ambientale previsto allo Spallanzani, di cui domanda notizie al ministero. Si va al voto sulla mozione. Una prima conta è al cardiopalma: otto favorevoli, nove contrari (incluso Gargano). Al riconteggio il divario è più netto: 8-13, mozione respinta.

In un’altra mozione (sempre di Lega e Liberi di Scegliere) si registrano tre favorevoli, cinque astenuti e dodici contrari per istituire la denominazione comunale Castelfranco Emilia. Approvati all’unanimità sia la surroga della leghista Angela Piccioli in luogo del dimissionario Gianluca Tomesani, già fuoriuscito dal Carroccio, sia la creazione di un sistema partecipato per il verde pubblico.

G.F.

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