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Modena

il caso “gcm” 

Bancarotta da 7 milioni Ascoltati i consulenti

S.A.
Bancarotta da 7 milioni Ascoltati i consulenti

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Un’operazione redditizia secondo la difesa. Fondi distratti, secondo l’accusa.

È andata in scena una nuova udienza del caso riguardante la bancarotta da 7 milioni della società carpigiana Gcm. Ieri sono state ascoltate numerose testimonianze di consulenti e periti che hanno analizzato nei particolari diverse operazioni di finanziamento tra società che facevano parte di un gruppo. Operazioni che secondo la difesa sono di cash pooling, ossia di accentramento in capo a un unico soggetto giuridico della gestione delle disponibilità finanziarie di un gruppo.

Al centro del caso c’è l’acquisto di un immobile enorme dove avevano sede tantissimi uffici dell’Eni a Genova, ente che pagava 15 milioni di affitto. La società carpigiana aveva acquisito questo immobile in leasing tramite una banca. La crisi del mercato immobiliare ha portato al fallimento. Il business consisteva nell’utilizzo dell’affitto per saldare le rate del finanziamento. Il finanziamento ricevuto, inoltre, ammontava a 300 milioni a fronte di un capitale sociale di 50mila euro. Questa un’argomentazione addotte dalla difesa per dimostrare il valore dell’affare.

Tra gli avvocati difensori, Andrea Mattioli che con Alessandro Sivelli difende gli amministratori della società, Luca Brezigar ed Enrico Fontana per il collegio sindacale.

S.A.



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