Baristi, facchini e raider: ecco i lavoratori in nero scoperti
Barista da oltre un anno in un bar che però non lo aveva mai assunto; facchino in una ditta di traslochi con cui non aveva un contratto di lavoro e ancora commesso al mercato ambulante e anche in questo caso in modo del tutto irregolare; alla lista non manca pure un addetto alle consegne anch’egli occupato irregolarmente e una persona che addirittura gestiva una rivendita alimentare senza avere un rapporto di lavoro regolare. Sono tutti casi segnalati negli ultimi due mesi dalla polizia locale all’Ispettorato del lavoro oltre che all’Agenzia delle Entrate. I cinque casi di lavoratori “in nero” sono stati accertati dal Nucleo Antievasione e Tributi sulla base di segnalazioni. Differenti le età e nazionalità. Dal facchino moldavo raggiunto mentre scaricava finestre in viale Gramsci al 21enne italiano che in scooter consegnava pizze a domicilio per una pizzeria. Oltre ad occupare in modo irregolare il “rider”, i controlli del Nat hanno appurato che la pizzeria non aveva nemmeno chiesto l’autorizzazione per le insegne e il titolare è stato multato. Tra i lavoratori in nero emersi c’è anche un over 50enne italiano impiegato come barista in un locale del centro da oltre un anno e un 40enne bengalese che in zona musicisti gestiva da solo una rivendita di alimentari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google