Citologia, il laboratorio raddoppia i pazienti
Nuove tecniche automizzate e di refertazione consentiranno di arrivare a 33mila campioni all’anno
mirandola. Combinare eccellenza, professionalità e innovazione tecnologica per fornire un beneficio reale e concreto al cittadino. È questo l’obiettivo raggiunto dal laboratorio di Patologia clinica e Citopatologia dell’ospedale di Mirandola, di cui è responsabile la dottoressa Nazzarena Bigiani. A settembre il laboratorio è diventato il punto di riferimento per tutta la provincia per quanto riguarda la Citologia urinaria. L’esame, che può essere richiesto dal medico di Medicina generale, dall’urologo o effettuato in ospedale per i pazienti ricoverati, è generalmente indicato in caso di micro e macroematuria, di sospetto di lesione delle vie urinarie o nel follow up delle patologie neoplastiche delle vie urinarie. Grazie alla disponibilità di strumentazione all’avanguardia, unica nella sanità pubblica provinciale a consentire un’elevata standardizzazione del procedimento, e all’operato di tecnici e biologi appositamente formati, da metà settembre nel laboratorio del Santa Maria Bianca vengono processati tutti i campioni di urine raccolti nei Punti accettazione presenti sul territorio modenese e quelli raccolti negli ospedali di Mirandola, Carpi, Vignola, Sassuolo e Pavullo. All’automatizzazione del procedimento, che garantisce minori rischi di errore e un affinamento della qualità del preparato citologico, si aggiunge l’ulteriore elemento di novità, che costituisce il vantaggio reale e concreto per il cittadino: il sistema utilizzato consente infatti di ridurre gli spostamenti per la consegna dei contenitori, con un risparmio di tempo e denaro.
«Ciò è possibile grazie alla presenza di una soluzione preservante nei barattoli di raccolta urine – spiega la dottoressa Bigiani –, che garantisce il mantenimento della morfologia cellulare per i giorni necessari alla consegna e alla successiva analisi dei campioni. I contenitori confluiscono poi al nostro laboratorio dotato di tecnologie di ultima generazione per l’allestimento del campione con metodica definita di “citologia in fase liquida (Lbc)”. Ciò consente di automatizzare buona parte del processo».
La centralizzazione dei contenitori per la citologia urinaria a Mirandola comporta una serie di altri vantaggi, tra cui equità di accesso alla prestazione e di trattamento per i cittadini di tutta la provincia e diminuzione delle liste di attesa nel rispetto dei tempi di refertazione. Inoltre il nuovo sistema di refertazione denominato “Paris System” consente di uniformare linguaggio e classificazione e comunicare così i risultati di rilevanza clinica in modo chiaro e inequivocabile. Grazie alle novità introdotte il laboratorio sarà in grado di processare ogni anno fino a 33mila campioni, fornendo così risposta a circa 11mila pazienti, più del doppio rispetto a prima.
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