Da solo con la madre e i suoi problemi irrisolti con l’alcol
Carlo Evangelisti e la madre Milena. Tutti li conoscevano di vista nella strada dove abitavano. Una relazione difficile di incomprensioni e di solitudine a due che ha avuto una storia sempre più stretta e soffocante fino al delitto. Lei vedova da tre anni. Lui, un 48enne senza un lavoro fisso da molto tempo, tornato alla casa di famiglia dove è nato dopo il fallimento di una convivenza, terminata con l’allontanamento dall’alloggio dove stava la sua ex e un minore che non è suo figlio. Si sono ritrovati chiusi in quella porzione di villetta col giardino. «Beveva molta birra», dice un vicino che si ferma in bici davanti al cancello. Lo dicono in tanti. Lo ripetono anche davanti al Bar Juve di viale Amendola dove si incontrava con altri bevitori. E doveva aveva mantenuto una qualche amicizia.
La sua storia ebbe una brusca interruzione nel 2014 quando diede le dimissioni da Seta: lavorava in officina, poi da controllore sui bus. L’alcol è diventato un problema e non ha fatto altro che accentuarsi. Il Sert lo seguiva con un programma ma Evangelisti decise di autodimettersi dalla comunità in cui era in cura e riprese la sua vita difficile. Nessuno lo seguiva più. I vicini esasperati dalle urla, dalle offese, dalle volgarità e dalle bestemmie che uscivano da quella casa durante i sempre più frequenti litigi tra madre e figlio, pare per ogni possibile motivo e pretesto, hanno chiamato più volte le forze dell’ordine. Interventi che li placavano ma senza un seguito concreto. Solo la polizia locale una volta segnalò l’accaduto ai Servizi sociali del Comune. Ma i Servizi non ottennero il consenso dei due e quindi l’intervento non ebbe seguito. I due rimasero così da soli in quella casa in una condizione per entrambi claustrofobica e senza sbocchi.
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