Fallimenti: 691 procedimenti pendenti ma nel 2021 sono calati del 30%
Nei primi nove mesi 93 le nuove procedure. Il tribunale di Modena il migliore in Italia nel ridurre i tempi degli iter
Giovanni Medici
Dagli archivi del Tribunale di Modena (dati elaborati da Infocamere) risultano 93 le procedure fallimentari aperte in provincia di Modena nei primi nove mesi del 2021, 22 in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+31%), ma in calo di 13 rispetto ai primi nove mesi del 2019 (-12,3%) e addirittura di 21 rispetto allo stesso periodo del 2018. La Camera di Commercio di Modena dandone notizia sottolinea come “non si è verificata una recrudescenza dei fallimenti in seguito alla crisi della pandemia, visto che questi risultano inferiori ai livelli pre Covid-19”. Le società di capitali rappresentano la maggioranza delle imprese fallite (90,6%), mentre le società di persone sono solamente il 5,7% e le imprese individuali il 3,8%. La suddivisione per settori economici mostra invece la maggior incidenza tra le imprese manifatturiere, che con 26 fallimenti rappresentano il 28% del totale; seguono le costruzioni (22%), i servizi alle imprese (21%), il commercio (14%) e ancora trasporti (7%), turismo (3%), altri settori (5%). L’attività dei tribunali fallimentari italiani nei primi sei mesi del 2021 è tornata ai livelli del 2019, dopo i condizionamenti dovuti ai blocchi decisi per motivi sanitari. Lo afferma Cherry Sea, l'osservatorio sulla giustizia fallimentare di Cherry srl, che tramite i dati raccolti dai portali telematici del Ministero della Giustizia ha realizzato un'analisi dell'andamento delle procedure fallimentari registrate nei 140 tribunali italiani nel corso del primo semestre di quest’anno. Una delle prime evidenze dello studio è infatti l'aumento delle nuove pratiche al 30 giugno, risultate pari a 4.877, oltre il 60% in più rispetto alle pratiche aperte nello stesso periodo 2020 (3.037) e poco inferiori a quelle del 2019 (-13%). Prendendo poi in esame, in particolare, i primi 20 tribunali per numero di pratiche pendenti (nei quali è concentrato circa il 50% di tutto lo stock nazionale), nei primi sei mesi si è registrata però in tutti i casi una diminuzione generale delle procedure con la sola eccezione di Roma, tribunale con lo stock più voluminoso d'Italia (5.035 pratiche ferme), dove il carico è addirittura aumentato di quasi il 3%. Il tribunale che ha smaltito più arretrati è proprio quello di Modena, che in sei mesi ha diminuito il proprio stock di oltre il 9,3%, portandosi a quota 691 procedimenti pendenti (-71 in valore assoluto), davanti a Genova, fermo a 702 (-2,8% rispetto alla fine del 2020). A completare il podio della classifica, Busto Arsizio (779), che ha ridotto il numero di fallimenti del 7,4%, mentre all'estremo opposto di questa speciale graduatoria si posizionano Milano (4.526 pratiche) e Bari (2.031), che hanno alleggerito il proprio carico rispettivamente del 5.4% e del 2.6% rispetto alla fine del 2020, e il già citato foro di Roma, che dal 2014 a oggi ha praticamente ancora lo stesso numero di procedure pendenti. Dal 2014 al primo semestre di quest’anno il numero di procedure fallimentari pendenti al Tribunale di Modena è diminuito del 30% L’anno scorso il numero dei fallimenti aperti dal foro geminiano è stato poi pari al 74% di quello del 2019 e per ogni procedimento aperto ne sono stati conclusi due. Alla fine dell’anno scorso il nostro tribunale era quello, sempre secondo Cherry Sea, che aveva infine la durata stimata dei procedimenti (il tempo necessario per smaltire quelli pendenti alla fine di un dato anno) migliore d’Italia. Se la media dei primi venti tribunali del paese era pari infatti a 5,77 anni, in leggero aumento rispetto al valore del 2019 (5,33) alla fine del 2020 quella del Tribunale di Modena era di appena 3,39 anni.
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