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le indagini  

Ha un nome il “pirata” di via Vignolese Il conducente è un 33enne modenese

S.A.
Ha un nome il “pirata” di via Vignolese Il conducente è un 33enne modenese

L’uomo era alla guida di un suv. Dovrà rispondere di omicidio stradale e per essere fuggito. La famiglia vuole giustizia

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È un modenese di 33 anni, le cui iniziali sono F. S., l’automobilista accusato di aver investito e ucciso la cuoca cinquantaduenne, anche lei residente in città, Gorica Dilic, lasciandola agonizzante sull’asfalto.

La tragedia si è consumata all’una della notte tra sabato e domenica in via Vignolese, all’altezza del civico 414. La donna, finito il suo turno, stava tornando a casa in bicicletta dal ristorante “Stradyvari”, dove lavorava da tanti anni, quand’è stata travolta da un’auto, risultata essere una Dr-6, che procedeva nella sua stessa direzione di marcia e che poi si è volatilizzata.

Gli inquirenti prima hanno ritrovato il suv e poi hanno stretto il cerchio attorno al “pirata”, che fin da lunedì pomeriggio il pubblico ministero titolare del relativo procedimento penale, il dottor Giuseppe Di Giorgio, ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio stradale con l’aggravante di essersi dato alla fuga omettendo di soccorrere la vittima: rischia una pena pesantissima, il codice penale prevede non meno di cinque anni. Peraltro, non si potrà mai sapere se F. S. fosse anche in stato di alterazione psico-fisica per l’assunzione di alcol o droghe: essendosi reso irreperibile non è stato possibile sottoporlo per tempo alla analisi ematiche. Il “pirata” della strada non è ancora stato interrogato: non sarebbero state disposte misure cautelari per ora.

A dimostrazione dell’estrema attenzione e decisione con cui l’autorità giudiziaria sta seguendo il gravissimo caso, il sostituto procuratore ha anche già disposto un accertamento tecnico non ripetibile per ricostruire con esattezza la dinamica, le cause e le responsabilità dell’incidente, scegliendo come proprio consulente tecnico l’ingegner Mauro Gambino: l’incarico sarà conferito domani, alle 10, in Procura a Modena.

Alle operazioni legate alle perizie parteciperà anche il professor Mattia Strangi quale consulente tecnico di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui i due figli Milos e Antonio e la mamma di Gorica, la signora Milka, attraverso la consulente legale dottoressa Sara Donati, si sono affidati per fare piena luce sui drammatici fatti e ottenere giustizia.

La perizia non potrà ovviamente prescindere dall’analisi dei mezzi coinvolti, la Dr-6 dell’indagato e la bicicletta della vittima, di cui il dottor Di Giorgio ha convalidato il sequestro e che sono custodite, rispettivamente, presso un autosoccorso della città e presso la polizia locale di Modena, unitamente a dei pezzi del suv che si sono staccati in seguito al tremendo impatto e subito raccolti dagli agenti che hanno condotto le indagini.

Gli ultimi, decisivi sviluppi dell’inchiesta sono stati accolti come una liberazione dai figli della donna, di origini serbe ma trasferitasi in Italia per lavoro da oltre 25 anni, i quali, oltre all’immenso dolore per l’improvvisa perdita della mamma, sono rimasti sconvolti anche per il modo in cui essa è avvenuta e per la condotta dell’investitore, per il quale chiedono una pena esemplare: non vendetta, ma giustizia per il gravissimo reato commesso, sì. I familiari ci tengono anche a ringraziare gli inquirenti per gli sforzi profusi con successo per rintracciare il responsabile.

Martedì dalla Procura è arrivato anche il nulla osta per i funerali: il pubblico ministero non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. La data dell’ultimo saluto a Gorica Dilic sarà fissato nelle prossime ore, in attesa di acquisire tutti i documenti necessari.



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