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Il vescovo: «L’oratorio sarà valorizzato»

Elena Pelloni
Il vescovo: «L’oratorio sarà valorizzato»

Don Erio fa chiarezza dopo le polemiche: «Accogliere tutti non significa accogliere tutto. Ora un progetto per la comunità»

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Elena Pelloni

vignola. È arrivata la riposta dell’arcivescovo, Erio Castellucci, in merito alla questione oratorio, che nei giorni scorsi ha acceso il dibattito nelle piazze fisiche e virtuali di Vignola. Il pomo della discordia è stato lanciato domenica, quando, a seguito dell’annuncio della chiusura del bar dell’oratorio ha preso spontaneamente vita un’iniziativa volta a contrastare quanto appena deciso dalla parrocchia. Diverse persone hanno infatti deciso di portare un mazzo di fiori o un biglietto davanti al cancello (chiuso) dell’oratorio di Vignola per chiederne l’immediata riapertura o per ricordare momenti condivisi lì.

«La dolorosa decisione, assunta all’unanimità dal Consiglio direttivo del Circolo Muratori, di cessare l’attività del bar – spiega la Diocesi – Ha provocato comprensibili reazioni di disappunto, ma anche ingiustificabili reazioni sproporzionate e offensive verso chi porta il peso delle responsabilità di scelte maturate e condivise. Se è normale e democratico esprimere anche pubblicamente disagio, sofferenza e disaccordo, non è ammissibile irridere e tentare di ledere la buona fama delle istituzioni e delle persone. Al di là delle intenzioni dei singoli, queste reazioni rischiano di intralciare e rallentare i progetti di potenziamento dell’Oratorio, che si vuole coinvolgano coloro che con spirito costruttivo e comunionale desiderano continuare a fare di esso il cuore pulsante e il centro pastorale di Vignola».

Già nelle scorse settimane si era tenuto un incontro tra i parrocchiani, il vescovo Castellucci e don Luca Fioratti. Obiettivo ripristinare un dialogo, andato deteriorandosi nel tempo e incrinatosi ulteriormente a seguito di una raccolta firme promossa da “Gli Amici dell’Oratorio” (nome dell’omonimo gruppo Facebook formatosi circa un anno fa) per chiedere la riapertura degli spazi e proporre una nuova e condivisa offerta formativa per i ragazzi.

«L’Oratorio è stato, è e desidera essere, luogo di formazione umana e cristiana sul territorio, non uno spazio pubblico senza controllo – prosegue la diocesi – Accogliere tutti non significa accogliere tutto. Da qui l’esigenza di un progetto che unifichi i diversi aspetti della vita della comunità e delle persone che ne fanno parte. L’Oratorio deve essere sostenuto da una chiara progettualità pedagogica e da una forte alleanza territoriale». Inoltre, da Modena si sottolinea l’importanza di tenere in considerazione le nuove circostanze imposte dall’emergenza sanitaria, nonostante le quali diverse attività, come catechismo e post-cresima, hanno continuato ad essere fruibili. «Tra alcune settimane sarà poi riaperta al culto, dopo alcuni lavori necessari, la chiesa dell’Oratorio, per i momenti di preghiera che saranno possibili in base alle normative di prevenzione Covid – e conclude – Inoltre partirà il progetto per la realizzazione del nuovo parco giochi che era allo studio già da giugno».

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