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Modena in stile Parigi: «Diventi città dei 15 minuti»

Gabriele Farina
Modena in stile Parigi: «Diventi città dei 15 minuti»

La settimana della bioarchitettura e della sostenibilità organizzata da Aess tocca il tema dell’abitare in prossimità: «Trasformazione lenta ma necessaria» 

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Gabriele Farina

Sotto la torre Eiffel il “big bang della prossimità” è già realtà. Ai piedi della Ghirlandina potrebbe avversarsi presto. «Modena può diventare una “città dei 15 minuti”», garantisce l’assessore alla Mobilità sostenibile, Alessandra Filippi. L’assessore interviene in Provincia per introdurre i lavori della Settimana della Bioarchitettura e Sostenibilità. Il tema scelto da Aess Modena per la tappa d’esordio della Settimana è appunto “Abitare di prossimità”. «La città di prossimità permetterà di riavvicinare le persone e fare comunità - elenca Filippi - Trovare spazi esterni, muoversi in modo sostenibile, creare comunità energetiche». I “quindici minuti” di cui si discute ricalcano il modello parigino. Il sindaco francese Anne Hidalgo ha posto come obiettivo consentire a ogni cittadino della capitale transalpina di raggiungere ogni luogo per soddisfare bisogni di salute e cultura, lavoro e shopping entro un quarto d’ora. Il concetto è stato espresso dal docente della Sorbona Carlos Moreno, che include nel «big bang della prossimità» trasporti più sostenibili. «La città dei quindici minuti si sposa bene con il Piano urbano della mobilità sostenibile - assicura Filippi - Abbiamo deciso entro il 2030 di avere una città dei trenta chilometri all’ora». Al rallentamento della velocità segue un’accelerazione richiesta per i fondi. «Sarà una trasformazione lenta - avverte Filippi - ma abbiamo bisogno di fare molto in fretta. Dobbiamo approfittare delle risorse disponibili e anche del Pnrr. Cambieranno gli stili di vita, abbiamo bisogno di lavorare con tutti». Alle istituzioni locali si appella l’antropologo Franco La Cecla. «In fatto di sostenibilità urbana c’è una serie di azioni che potrebbero essere fatte immediatamente - ribatte La Cecla - I sindaci hanno un enorme potere in più rispetto ai governi: possono tranquillamente operare provvedimenti, restrizioni e incentivi». La Cecla indica subito un esempio. «In Italia nessun sindaco ha avuto sinora il coraggio di proibire l’uso dei Suv in città - ammonisce l’antropologo - oppure di tassarli tanto da renderli non convenienti». La Cecla domanda una presa di posizione alla Regione, rispondendo a un commento di Marcello Capucci, responsabile del servizio regionale Qualità urbana e Politiche abitative. Un altro impegno richiesto a livello locale è combattere la plastica. «Riuscire a fare una politica “plastic free” è fondamentale - afferma La Cecla - Un sindaco può proibire che una città venga riempita da una quantità di packaging enorme». L’antropologo domanda di ridefinire gli spazi urbani. «Le strade vanno ridate all’uso dei cittadini - sostiene La Cecla - La definizione stessa di “pista ciclabile” conferma la dittatura degli automobilisti». Quanto agli spazi verdi, l’invito è di aumentare la partecipazione dei cittadini e non semplicemente piantumare di più. Avere più cittadini nelle strade equivale per l’antropologo a una maggiore sicurezza. «Pensate a godere delle notti italiane - il pensiero dell’antropologo - Pensate a cosa significa avere una vita cittadina a Roma. Più sono deserte le città, più le cosche avanzano». La Settimana si concluderà venerdì 26 con l'assegnazione premio Mobilità al Museo Ferrari di Modena alle 15.

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