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Protesta contro il circo «No all’uso di animali per fare business»

S.A.
Protesta contro il circo «No all’uso di animali per fare business»

Le carpigiane Martina Grande e Sara Schiavi organizzano una manifestazione pacifica al piazzale delle piscine

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Domani dalle 20 si terrà una protesta al piazzale delle piscine per dire basta all’impiego di animali: l’appuntamento avverrà in concomitanza con il circo Rolando Orfei, ospitato a Carpi in questi giorni.

La manifestazione viene presentata come pacifica e del tutto spontanea, non ha colori politici e né è coordinata da associazioni animaliste. Le referenti sono Martina Grande e Sara Schiavi, due giovani cittadine stanche di veder ripetersi ogni anno lo stesso copione durante appuntamenti in cui appaiono sulla scena “animali selvatici utilizzati per fare business”.

«Il nostro è un modo per dire basta a queste pratiche invitando i circhi a puntare sulla loro nobile arte centenaria, fatta di illusioni, giochi di prestigio, clown e acrobati», dicono le promotrici.

In questa manifestazione, le organizzatrici ricevono il supporto dell’artista Bund, da sempre vicino al tema e che ha realizzato la serie di opera “Bestie”, diventate simbolo e manifesto della protesta.

L’artista sostiene che lo scopo della manifestazione «non è attaccare il circo in sè ma far percepire all’amministrazione di Carpi il disagio che la scelta di concedere il suolo pubblico a questo tipo di show reca a parte della cittadinanza. Si tratta di un appello a ragionare su scelte alternative ed etiche. Chiunque ami gli animali non può chiudere gli occhi e anteporre l’interesse finanziario al loro benessere psicofisico, convincendosi che sia normale e salutare costringere leoni e tigri ad eseguire ordini per deliziare il pubblico».

La promotrice Martina Grande invita a evitare qualsiasi tipo di insulto durante la manifestazione: «La protesta sarà totalmente pacifica – garantisce l’organizzatrice – Ci tengo a specificare che non saremo li per disseminare odio in qualsiasi forma. La nostra protesta non è da considerarsi contro l’attività circense in toto, ma per disincentivare l’amministrazione comunale ad appoggiare l’utilizzo degli animali nei circhi. Noi, infatti, vogliamo dimostrare di essere lì per far valere i diritti degli animali e far parlare le coscienze. Questo sarà il nostro grido di libertà».

S.A.

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