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Unione, i sindacati annunciano lo stato di agitazione

Unione, i sindacati annunciano lo stato di agitazione

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Mirandolexit continua a provocare reazioni all’interno dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord. I sindacati FP/Cgil di Modena e FP/Cisl Emilia Centrale, unitamente alle Rsu e ai lavoratori dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (Ucman), hanno preannunciato lo stato di agitazione per le decisioni unilaterali assunte a seguito della revoca del Comune di Mirandola dall’Unione di alcuni servizi ed il conseguente trasferimento del personale. Da mesi il Comune di Mirandola ha comunicato il recesso dei servizi di Polizia Locale, Tributi, Suap (Sportello Unico Attività Produttive), Ambiente e Marketing Territoriale.

«Nonostante esistano convenzioni e accordi tra Unione ed enti in ordine al trasferimento del personale — spiegano i sindacati — nelle ultime settimane sono state comunicate modalità diverse e nettamente peggiorative per i lavoratori di Ucman, sconfessando anche gli intenti degli accordi raggiunti durante la costituzione dell’Unione stessa».

Le organizzazioni sindacali denunciano come siano state prese decisioni unilaterali per cui Ucman decida di tagliare capacità assunzionali, ovvero possibilità di occupare personale nel presente e nel futuro. Tutto questo avrà conseguenze sulle condizioni di lavoro del personale dell’Unione, già negativamente caratterizzate da sottoccupazione e precariato, prevedendo anche un taglio del loro salario accessorio proprio in relazione all’ulteriore cessione delle capacità assunzionali al Comune di Mirandola non previste dagli accordi. «Riteniamo inaccettabile — affermano Veronica Marchesini Fp/Cgil e Sabrina Torricelli Fp/Cisl — che si prendano decisioni a scapito dei lavoratori di Ucman e si mettano a repentaglio servizi preziosi per i cittadini. Dall’incontro in Prefettura ci aspettiamo un cambio di atteggiamento e la disponibilità a mettere in campo tutte le azioni necessarie al fine di tutelare le condizioni lavorative ed economiche di tutti i lavoratori, fortemente minate da decisioni politiche irrispettose e senza alcuna prospettiva».

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