Cartelli e slogan all’ingresso del circo «Animali liberi»
“Carpi dice no al circo con gli animali”. O, ancora, “Animali liberi”.
Hanno accolto così, con cartelli e slogan contro il business degli animali al circo, gli spettatori che stavano entrando al piazzale delle piscine, il gruppo di una trentina di manifestanti che ieri sera si è dato appuntamento per protestare.
La manifestazione è stata organizzata da Martina Grande e Sara Schiavi: «Ogni anno si ripete lo stesso copione, animali selvatici utilizzati per fare business». La protesta è stata un modo per dire basta a queste pratiche invitando il circo a puntare sulla loro nobile arte centenaria, fatta di illusioni.
Le promotrici sono state supportate attivamente dall’artista Bund, da sempre vicino al tema e che ha realizzato la serie di opera “Bestie” diventate simbolo e manifesto della protesta. Lo scopo della manifestazione non è attaccare il circo in sè, ma far percepire all’amministrazione di Carpi il disagio che la scelta di concedere il suolo pubblico a questo tipo di show reca a parte della cittadinanza. «Chiunque ami gli animali non può chiudere gli occhi e anteporre l'interesse finanziario al loro benessere psicofisico, convincendosi che sia normale e salutare costringere leoni e tigri ad eseguire ordini per deliziare il pubblico», hanno detto i promotori.
Momenti di tensione si sono verificati quando il circo ha posizionato due furgoni con l’altoparlante mentre i manifestanti parlavano al microfono. Da quel momento i partecipanti alla protesta hanno fatto sentire ancora più forte la propria voce rivolgendosi direttamente a chi entrava al circo per convincere gli spettatori a cambiare idea e andarsene.
«Basta allo sfruttamento degli animali anche per il nostro ecosistema – aggiungono gli organizzatori – E vorremmo essere liberi di gridarlo. Gli animali devono essere liberi».
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