Emergenza gas nelle ceramiche «Via l’addizionale regionale»
Platis, Liberi e Malagoli: «Costi triplicati, senza un piano la situazione è critica Giusto l’idrogeno, ma intanto si sgravino le aziende e si rifletta sul nucleare»
Idrogeno “nì”, nucleare sì. Forza Italia va all’attacco dell’addizionale regionale sul gas naturale e propone modelli alternativi per ottenere energia. «Abbiamo presentato un ordine del giorno in Provincia – esordisce Antonio Platis, consigliere provinciale FI – che riproporremo in tutti i Comuni del distretto ceramico e in tutte le realtà comunali. Vogliamo sia tolta un’addizionale regionale “antipatica”, che non ha senso permanga».
L’assessore sassolese all’Urbanistica Ugo Liberi declina le spese sostenute per l’energia nelle varie aziende del distretto ceramico. «La componente energetica incide per oltre il 25 percento sui costi di produzione – osserva Liberi – Il metano è triplicato dall’inizio dell’anno a oggi: capite quale sia l’incidenza sul prodotto finito. L’industria sta assorbendo volontariamente il costo, ma non si può andare avanti a lungo così. Il costo della piastrella è ormai pari al costo di vendita. Qualche ceramica potrebbe dire: “Spegniamo i forni”». Una decisione che per l’assessore sarebbe l’anticamera della serrata. «All’inizio dell’anno il costo industriale del metano era di circa venti centesimi al metro cubo – quantifica Liberi – Oggi è di più di 70 centesimi al metro cubo: è più che triplicato».
Segue la richiesta alla Provincia di “sensibilizzare” la Regione per togliere l’addizionale che vale ottanta milioni nell’ultimo quadriennio, secondo quanto calcolato da Forza Italia. «Non dobbiamo sperare che dall’estero ci facciano una grazia», aggiunge l’assessore. La “grazia” in questione sarebbe un abbassamento del costo del metano.
«Da fine settembre è iniziato ad aumentare il gas – ricorda Platis – anche per scelte geopolitiche in cui l’Italia conta sempre meno. Il presidente Berlusconi aveva rapporti che potevano andare in una direzione diversa di quella attuale per trovare alternative agli sbocchi dei metanodotti. Il problema energetico è invece scoppiato in tutta la sua forza. Il governo ha fatto una parte importante guardando alle famiglie e alle piccole imprese, ma resta ancora tanto altro da fare».
La Provincia sta investendo sull’idrogeno, come realtà del distretto ceramico. «È una tecnologia intermedia – giudica Liberi – perché ha il vantaggio importante di abbassare i livelli di inquinamento, ma da un punto di vista energetico l’idrogeno è persino peggiorativo».
L’assessore al Commercio Massimo Malagoli rilancia invece la tecnologia nucleare. «Sul lungo periodo ci sono due vie – conclude Malagoli – Le nuove tecnologie con l’idrogeno in primis, che sarà la strada migliore. La seconda soluzione è ripensare alla nostra idea sul nucleare. Lo compriamo già dall’estero, soprattutto dalla Francia. Gli impianti di quarta e quinta generazione garantiscono tranquillità e sono a zero residui tossici».
G.F.
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