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omicidio di via dei manzini 

Il figlio nega la volontà di uccidere Ma per il momento resta in carcere

F.D.

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Per la seconda volta, così come aveva fatto in questura davanti al pubblico ministero Lucia De Santis e agli investigatori della Squadra Mobile della polizia di Stato, Carlo Evangelisti ha scelto di parlare e ammettere le proprie responsabilità. Di fronte al giudice per le indagini preliminari, dottoressa Eleonora Pirillo, ha infatti scelto di rispondere alle sollecitazioni del magistrato e di auto accusarsi dell’omicidio della madre, la 71enne Milena Calanchi.

Lo ha fatto rispondendo durante l’interrogatorio di garanzia che si è tenuto ieri, in mattinata, al Sant’Anna. Affiancato dal suo avvocato difensore, Andrea Vandelli, Evangelisti ha ripercorso i vari frangenti di quella terribile giornata. Ha ammesso le difficoltà di rapporti con la madre ma ha rigettato con forza la tesi accusatoria secondo cui l’omicidio sia stato volontario. «L’ho spinta ma non volevo ucciderla», ha confermato al gip Pirillo. Che ha ascoltato e poi ha lasciato il carcere, riservandosi sia sulla convalida del fermo sia sulla misura cautelare da applicare. Soltanto nel pomeriggio ha sciolto i dubbi e ha optato per non convalidare il fermo ma lascerà Evangelisti al Sant’Anna. La mancata convalida non è un atto di sfiducia verso il lavoro degli inquirenti, semplicemente il giudice ha valutato che il 48enne, unico indagato, non potrebbe né reiterare il reato, né fuggire né tantomeno inquinare le prove, raccolte con minuzia e attenzione dagli specialisti della Squadra Scientifica. In compenso la misura del carcere – richiesta dal pm De Santis attraverso una corposa documentazione in cui ha già fatto confluire diverse risultanze investigative – è la più adatta in questa fase non avendo Evangelisti neppure un posto dove essere accolto ed ospitato.

Ma sul fronte difensivo si attendono altri riscontri a partire dagli esami autoptici che potrebbero fare chiarezza sull’orario della morte della donna e quindi offrire una lettura diversa dei fatti: Milena Calanchi è stata uccisa di sera o la mattina, come sostiene il figlio? I dubbi sono legittime o si collegano alla volontarietà dell’omicidio. Ma le prossime mosse coinvolgeranno anche due istituti operativi a Modena: il Centro di salute mentale e il Sert a cui Evangelisti si era rivolto in passato e che conoscono la sua storia clinica. Dalla lettura dei referti potrebbero emergere dettagli importanti e utili a delineare la personalità del 48enne, che con la mamma viveva in una villetta in via Dei Manzini, nei pressi del parco Amendola.

F.D.

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