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Il Fondo saudita Pif investe un miliardo per portare la Pagani Automobili in F1

Giovanni Medici
Il Fondo saudita Pif investe un miliardo per portare la Pagani Automobili in F1

Controlla già il 30% del capitale: l’azienda potrebbe puntare alle corse con Valentino Rossi e al design non automotive

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Giovanni Medici

Il Fondo sovrano saudita Pif sarebbe pronto a mettere sul piatto un miliardo di euro per lo sviluppo del business della Pagani Automobili di San Cesario, uno dei marchi simbolo della Motor Valley, forse addirittura per portarla in Formula Uno.

Il Public Investment Fund presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman al-Saud (noto anche per la sua amicizia con Matteo Renzi) ha già acquistato tre mesi fa il 30% delle quote azionarie della casa automobilistica fondata da Horacio Pagani. Una partnership strategica di lungo termine quella siglata da Pagani e Pif che, lo ricordiamo, è uno dei Fondi sovrani più ricchi al mondo (oltre 400 miliardi di dollari) ed è il motore del progetto Saudi Vision 2030 che guida la diversificazione dell’economia dell'Arabia Saudita, regno che punta a essere sempre meno dipendente dal petrolio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano economico-finanziario Milano Finanza, l’obiettivo di Pif sarebbe non solo di proseguire con Pagani in un percorso di innovazione nel mercato delle vetture ad altissime prestazioni (le cosiddette hypercars) ma anche di esplorare nuove opportunità di crescita nel segmento lifestyle con la divisione Pagani Arte della casa automobilistica. E la strada sarebbe quella che porta al mondo delle corse, grazie ai suoi enormi capitali. Tra le ipotesi un ruolo importante potrebbe essere giocato da Aramco, una delle più grandi compagnie petrolifere al mondo, controllata dal governo saudita, che diventerebbe partner commerciale e nel marketing di Pagani.

Ma non solo: secondo indiscrezioni riportate da MF, visto che la stessa Aramco è il “title sponsor” della scuderia Mercedes ed è in trattative per fare il main sponsor del team VR46 di Valentino Rossi, a partire dal prossimo Motomondiale ecco che c’è chi si spinge a pensare che il pilota di Tavullia sarebbe un perfetto testimonial per un debutto di Pagani in Formula Uno visto che da sempre Rossi è affascinato dalle quattro ruote. Horacio Pagani, 65 anni, in una recente intervista alla testata online The Watcher Post ha ribadito che «la Pagani è stata e resta finanziariamente autonoma, economicamente sana e liquida. Tanto che il Fondo Pif per entrare in società ha acquistato mie azioni private. Abbiamo scelto Pif tra diversi pretendenti perché li conosciamo da diversi anni e ci piacciono molto: sono persone che investono a lunga scadenza. Pagani oggi vuole far crescere la parte lifestyle, e questo è in linea con la Vision 2030 saudita. A Mercedes (i motori delle Pagani vengono dalla divisione sportiva della casa tedesca, la AMG), così come alla famiglia Tronchetti Provera (le Pagani montano pneumatici Pirelli) e al vicepresidente di Apple, ho chiesto personalmente consiglio prima della scelta finale di Pif come partner. Pagani – ha concluso – considera questo un investimento strategico, così come il Fondo saudita».

Tra gli altri azionisti della Pagani Automobili (oltre al 30% di Pif il 66% delle quote sono di Horacio Pagani) c’è Nicola Volpi (ha il 2%), alla guida di Permira e che alla fine del 2013 ha fondato Movidea assieme all’altro socio della Pagani Emilio Petrone (Ad di Sisal, che possiede il 2.66% proprio attraverso Movidea). La Pagani produce nella sua fabbrica-atelier di S. Cesario una cinquantina di auto l’anno: 170 dipendenti in totale, 122 milioni di fatturato nel 2020, incorpora un Museo visitato nel 2019 da oltre ventimila persone. La Zonda (uscita nel 1999) e la successiva Huayra nelle loro versioni sono ambitissime dagli appassionati: che devono essere molto ricchi, visto che sono auto anche da 20 milioni di euro.