Poca sicurezza e code infinite Le nuove ciclabili sotto accusa
Poca sicurezza a causa dei percorsi non protetti e code infinite: in città ci sono ancora tante perplessità sulle nuove piste ciclabili in carreggiata realizzate in via Emilia Ovest, via Morane e via Tagliazucchi-Grimelli.
A portare il tema in Consiglio comunale giovedì scorso è stata Beatrice De Maio, consigliera del gruppo “Modena sociale”, in un’interrogazione condivisa anche dalla Lega. Affrontando il nodo di via Morane, la consigliera ha parlato di «ciclabile che presenta un preoccupante grado di pericolosità, trattandosi di corsie monodirezionali che riducono fortemente lo spazio per il transito delle auto - restringendo la strada da entrambe le parti di un metro e mezzo - o addirittura, nei tratti in cui non c’è ampiezza stradale sufficiente, di semplici passaggi delimitati da una striscia bianca discontinua, destinati ad un uso promiscuo di mezzi. Non si tratta dunque di percorsi ben separati dal flusso automobilistico con sistemi di protezione - come cordoli o barriere parapedonali - che garantirebbero la piena tutela di ciclisti e pedoni, ma soltanto di tracciati al suolo con la segnaletica orizzontale che lasciano gli utenti completamente esposti alla sede stradale». Problemi che si fanno sentire soprattutto «in prossimità del semaforo all’incrocio con via Gobetti - ha aggiunto De Maio - dove la corsia utilizzata per svoltare a destra è impegnata quasi interamente dalla pista ciclabile, con le auto costrette ad invadere lo spazio della ciclabile stessa o della corsia adiacente, in un punto dove si creano già code ed ingorghi a causa del passaggio a livello».
Ad attaccare sul fronte nuove ciclabili è anche Alberto Bosi, capogruppo della Lega: «Traffico completamente bloccato, code interminabili e tempi di attesa biblici al semaforo - spiega - per non parlare delle pericolose piste ciclabili a lato carreggiata, prive di qualsiasi protezione o divisoria». In particolare, Bosi attacca su via Emilia Ovest, dove «la viabilità all’altezza di palazzo Europa è un vero e proprio disastro, specialmente nelle ore di punta: il Comune trovi una soluzione subito, perché così non si può andare avanti».
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