Quanti furbi nei distributori: uno su due ha prezzi irregolari
Su 27 impianti controllati, in 12 importi diversi da quelli comunicati al Ministero Così si attiravano più clienti. Federconsumatori: «Adesso verifiche in provincia»
Prezzi ai distributori scorretti quasi in un caso su due, in città. È quanto ha rilevato la Polizia locale di Modena in un’ampia operazione di verifica.
Su un totale di 71 distributori presenti nel territorio comunale, ne ha controllati a campione 27 per verificare che i prezzi aggiornati e comunicati al sito del Mise corrispondessero con quelli esposti alla pompa. Ebbene, dei 27 controllati, 12 sono risultati irregolari, ovvero il 44,4%. I gestori degli impianti di distribuzione devono infatti comunicare al Mise (Ministero dello sviluppo economico) i prezzi di tutte le tipologie di carburanti (benzina, gasolio, gpl e metano) e per tutte le forme di vendita (con priorità al self service, se attiva nell’orario di apertura) ai fini della pubblicazione sul sito dell’osservatorio prezzi del Mise. Osservatorio che vuole offrire uno strumento di trasparenza al consumatore, che così può orientarsi anche in base alla convenienza economica.
A inizio mese il Nucleo Antievasione Tributi Locali della Polizia locale ha verificato in modo generalizzato il sito del Mise per quanto riguarda i distributori di Modena, e sono emerse diverse anomalie sia negli aggiornamenti dei prezzi sia tra il prezzo dichiarato dai distributori all'Osservatorio e quello realmente applicato alla pompa.
I controlli si sono svolti attraverso sopralluoghi sul posto, effettuati tutti lo stesso giorno e rilevamento fotografico dei prezzi applicati alla pompa del self. Complessivamente le irregolarità rilevate hanno dato luogo a 14 sanzioni per un importo totale di 11.280 euro.
La violazione più diffusa (6 sul totale) ha riguardato il mancato aggiornamento dei prezzi sul sito del Mise entro gli otto giorni massimi previsti; in tempo di continui rincari. Tre invece riguardavano una difformità di prezzi dichiarati: più alti applicati alla pompa e più bassi comunicati al Mise. Quattro violazioni poi relative all'installazione abusiva di pubblicità.
Sono poi al vaglio due situazioni in cui lo stesso distributore compariva due volte nell’elenco dei 71 impianti di Modena iscritti al Mise, ma con prezzi diversi. In un caso i prezzi erano corrispondenti a quelli esposti sulle pompe mentre nel secondo erano dichiarati prezzi inferiori, se non fuori mercato (addirittura benzina o gasolio self service a 0,999 euro). L’escamotage permetteva ai distributori con prezzi più bassi di comparire primi nella ricerca in elenco per convenienza. Poi sul posto il consumatore si accorgeva che la realtà era ben diversa, ma ormai era lì.
«L’alterazione di questi dati è un fatto grave, e non può essere assolutamente considerato un incidente tecnico – commenta Federconsumatori Modena – bene hanno fatto i cittadini che hanno segnalato queste ripetute incongruenze. In un periodo come questo, dove la crescita dei prezzi di beni e servizi sembra inarrestabile, sono più che mai necessari interventi decisi a contrasto degli abusi. Complimenti alla Polizia locale ma anche ai gestori di impianti che si comportano correttamente. Ora è necessario estendere i controlli su tutto il territorio provinciale».
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