La pista ciclabile per ricordare Manuel e Andrea
Inaugurata la targa in omaggio dei due bambini morti investiti alla fine degli anni ’90 su via Primo Maggio Solomita: «La memoria resiste»
SOLIERA. Una breve, sobria, ma commovente cerimonia si è tenuta ieri mattina a Soliera per ricordare due bambini – Andrea Dugoni e Manuel Messori – che alla fine degli anni ’90 persero la vita perché investiti da automobili lungo via Primo Maggio. La stessa strada ad alta percorrenza che ancora oggi segna l’accesso a Soliera per chi proviene dalla strada nazionale Modena-Carpi e che ora dispone di una nuova pista ciclopedonale che la costeggia in sicurezza per l’intero percorso di un chilometro e mezzo.
Alla cerimonia erano presenti i parenti dei due bambini, il sindaco di Soliera Roberto Solomita e l’assessora alla viabilità Katia Mazzoni.
«Manuel Messori aveva 11 anni quando perse la vita il 3 giugno del 1998 – ricorda una nota dell’amministrazione comunale – Andrea Dugoni morì il 31 agosto 1999 e tre giorni dopo avrebbe compiuto 12 anni. Nel momento dello scontro fatale, entrambi erano in sella alle loro piccole biciclette».
«Sono passati tanti anni da quei dolorosi eventi – ha spiegato il sindaco Solomita – ma io credo sia compito della comunità non smarrirne la memoria e, al contrario, mettere a frutto l’insegnamento che quelle due tragedie, enormi per due nuclei familiari, possono offrire. Nel momento in cui abbiamo realizzato un’opera davvero importante per Soliera, abbiamo pensato che installare una targa a fine percorso, in ricordo di due giovanissime vite spezzate, fosse un segno che ne restituisse immediatamente il senso».
La targa diventa anche un monito per chi percorrerà ogni giorno in bicicletta quel tratto, richiamando alla memoria drammi del passato e che si cerca di scongiurare per il futuro, sostenendo la mobilità sostenibile in completa e totale sicurezza. In quest’ottica si inserisce la creazione della ciclopedonale, utile ad arrivare a Soliera senza più correre il rischio di venire travolti da qualche automobilista in transito, magari distratto dal telefono cellulare o dalla ricerca delle frequenze radio.
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