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l’accordo 

Contratto blindato da 23 milioni Premi per la chiusura anticipata

L.G.

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Un contratto “blindato”, con una serie di garanzie bancarie - preferite a quelle assicurative per solidità - nel caso in cui qualcosa non dovesse funzionare.

Dopo i problemi passati e il bando annullato a maggio e rifatto, la Fondazione di Modena ha puntato alla sicurezza - o almeno al massimo grado di sicurezza possibile - in vista dell’assegnazione del maxi appalto da 23 milioni di euro. A fare il punto sulle condizioni contrattuali ieri è stato il direttore generale dell’ente di palazzo Montecuccoli: «Il primo obiettivo - fa sapere Luigi Benedetti - era proprio quello di avere delle garanzie, costruendo insieme al raggruppamento di imprese una serie di modalità che consentissero di risolvere subito gli eventuali problemi che dovessero nascere».

E se quello dei tempi del cantiere è un aspetto molto importante, nel contratto è stato inserito anche un “premio accelerazione”: «Per ogni giorno di anticipo sulla consegna - aggiunge il direttore generale - è previsto un premio per le aziende, che potrà far aumentare il compenso fino al 5% rispetto ai 23 milioni previsti dall’appalto. Abbiamo voluto inserire questa clausola - ribadisce Benedetti - per dare alle aziende uno stimolo in più per avere un buon ritmo di marcia del cantiere».

Un premio che, se effettivamente i lavori procederanno più veloci del previsto, andrà anche agli operai che lavoreranno nel cantiere: «La stessa clausola contrattuale - chiude il direttore generale della Fondazione - prevede che una quota del 20% del premio di accelerazione sia destinata alle maestranze. Un aspetto che magari avrebbero previsto le stesse aziende, ma che abbiamo preferito mettere nel contratto».

L.G.

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