Violenza a Vignola: la Casa delle Donne sarà parte civile
In agosto un 25enne tentò di abusare di una ragazza Montorsi: «La vittima spaventata dall’idea di incontrarlo»
Serena Arbizzi
«La nostra costituzione di parte civile è una scelta di cuore. Vogliamo dimostrare alla vittima che non è da sola ma, anzi, che le siamo vicino perché ottenga giustizia, per sé e per tutte le altre donne che hanno il diritto di uscire di casa e sentirsi libere di andare dove desiderano».
L’associazione “Casa delle donne” si è costituita parte civile al fianco della vittima della tentata violenza sessuale che si è verificata a Vignola, alla fine dell’agosto scorso, sul Percorso Sole. Così come la ragazza stessa sarà parte civile nel processo contro il suo aggressore. L’uomo ha cercato di abusare di lei, che è riuscita a difendersi prontamente e a farlo scappare, evitando che potesse riuscire nel suo intento. Il 25enne è stato arrestato poco dopo in centro a Vignola, mentre passeggiava. La vittima e la “Casa delle donne”, difese rispettivamente dalle avvocate Valeria De Biase e Valeria Fruni, saranno dunque, sono state ammesse, dunque parte civile del processo. La vittima si era rivolta al centro contro la violenza subito dopo i fatti. «La giovane è stata molto reattiva anche nel dire che desiderava che la sua vicenda venisse conosciuta – spiegano De Biase e Fruni – Ha desiderato da subito far sapere che bisogna reagire, denunciare e andare avanti, cercando di combattere contro questo fenomeno: un abuso sessuale da estranei». Ieri si è svolta l’udienza davanti al collegio dei tre giudici che nel corso della prossima udienza assegnerà l’incarico per la perizia, che svolgerà la dottoressa Forghieri, per valutare al meglio la vicenda.
«La storia di questa ragazza è emblematica di quanto troviamo anche in altri casi – rimarca Elena Montorsi, del centro antiviolenza di Vignola – Le vittime, infatti, anche quando l’aggressore viene identificato, vivono nella paura perché non vengono più informate sugli spostamenti degli uomini che hanno tentato di fare loro del male. Costituirci parte civile è un modo per dire che noi ci siamo e desideriamo tenere informata la vittima. Questa vicenda ci tocca perché il punto del Percorso Sole in cui la giovane è stata aggredita è già stato teatro di altri episodi. Che esistano luoghi dove una donna non possa fare jogging di giorno, per noi non va bene. Un vecchio motto femminista dice che le strade le fanno le donne che le percorrono. In realtà, anche queste donne sono in pericolo. Anche per questo, da Savignano e da Marano, il 25 novembre, partiranno camminate che comprenderanno pezzi del Percorso Sole. Con il cuore – prosegue Elena – vogliamo essere vicini a questa ragazza perché si ottenga giustizia per lei e per tutte le altre. Dopo questa aggressione la giovane ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine, al pronto soccorso e al centro antiviolenza. La paura viene portata avanti mesi». A Vignola e Pavullo sono presenti il centro e lo sportello antiviolenza: il numero di donne che hanno chiesto aiuto sfiora il centinaio. «Nel trovare un modo per allontanarsi da chi ha innescato la violenza – continua Montorsi – possono entrare in campo vergogna e senso di colpa. Questo per il peso della famiglia, un retaggio che continua a essere sulle spalle delle donne».
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