Gazzetta di Modena

Modena

il presidente cavicchioli 

Visite e incontri con le istituzioni «Sarà un cantiere vissuto dalla città»

L.G.

Il numero uno dell’ente: «Passo molto importante nel percorso tormentato per arrivare a consegnare il nuovo polo ai modenesi» 

2 MINUTI DI LETTURA





«Questo è un passo molto importante nel percorso a volte tormentato per arrivare a consegnare alla città il nuovo polo culturale Sant’Agostino». Così, il presidente della Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli ha commentato l’aggiudicazione del primo appalto e la partenza dei lavori per il progetto di riqualificazione del comparto nel centro di Modena. Dopo aver ringraziato tutte le imprese che hanno partecipato al bando e i tecnici del Comune di Modena, il presidente ha ricordato che «già questa settimana è prevista la consegna dei cantieri, che interesseranno circa il 50% dell’intero complesso, per un’area da 11mila metri quadrati». Ma come procederanno i lavori per il più importante cantiere cittadino? «Quello che vogliamo è un cantiere vissuto dalla città - ha detto ancora Cavicchioli - e quindi l’idea è quella di organizzare una serie di incontri e di visite insieme alle istituzioni e ai partner di questo progetto. Insomma, vogliamo che tutta la città prenda parte a questo importante momento, dando vita ad un cantiere aperto per la comunità».

Durante la presentazione dei lavori che partiranno questa settimana, il presidente della Fondazione di Modena si è anche soffermato sul rapporto con la Soprintendenza e sul complesso iter per avere i “via libera” necessari alla partenza dei cantieri all’ex ospedale: «Le autorizzazioni per questa parte dei lavori - ha spiegato ancora il presidente Cavicchioli - sono arrivate con un doppio step, prima nel giugno del 2020 e poi nel febbraio del 2021. Noi abbiamo aspettato perché volevamo avere tutte le autorizzazioni, in modo di avere una grande “massa critica”, per noi necessaria per dare il via a questa importante operazione per il futuro della città».

Quindi, dopo aver indicato nel 2024 l’anno della consegna del nuovo comparto culturale, con l’ambizioso obiettivo di chiudere entro il primo semestre, il presidente della Fondazione di Modena ha ricordato che «anche a cantiere in corso, diverse attività andranno avanti», a partire da quelle di Ago Modena Fabbriche Culturali, esperienza avviata a partire dall’inaugurazione del teatro anatomico restaurato nel febbraio 2018, così come quelle di Future Education Modena, istituto di ricerca in campo educativo, e del centro interdipartimentale di ateneo sulle Digital Humanitas Dhmore.

L.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google