Le antiche miniere diventano “geosito” tutelato dalla Regione
Montecreto. Le miniere di rame di Montecreto sono diventate ufficialmente “geosito” della Regione Emilia Romagna. Un riconoscimento importante e a lungo cercato, che consente di attingere d’ora in avanti a nuove opportunità di tutela e valorizzazione, anche a livello di contributi messi in campo dalla stessa Regione. Il parere favorevole è stato emesso in seguito alla domanda d’inclusione presentata dal Comune attraverso il sindaco Leandro Bonucchi nel 2019: una panoramica approfondita con tanto di relazione geologica (firmata da Luca Mordini) e approfondimento storico (a cura di Carlo Beneventi, dopo 15 anni di lavoro) su quella che è stata la realtà delle miniere, che attraversa duemila anni.
Ora si apre un panorama più che mai interessante per le possibili ricadute soprattutto turistiche che potranno avere i progetti di recupero e presentazione all’esterno dei vari tunnel di quello che è stato un vero e proprio comprensorio minerario. Già le prime iniziative ad hoc di questi anni – come le escursioni organizzate dal gruppo de “La via dei Monti – hanno riscosso notevole curiosità e apprezzamento, con gente arrivata anche da molto lontano per poter conoscere ed esplorare. Con un progetto organico di recupero, si potrebbero raggiungere davvero risultati di tutto rispetto.
La frequentazione del sito è documentata dall’epoca romana: in un terreno immediatamente a monte (in località “Le Borre”), dopo lavori agricoli sono emerse tracce di una fornace metallurgica risalente proprio a quel periodo. È quindi probabile che i romani conoscessero le potenzialità delle Ofioliti iniziando loro ad aprire gallerie e pozzi. Le opere di scavo delle gallerie vere e proprie iniziano nel 1939: da una galleria lunga circa 105 metri si arrivarono ad estrarre 500 tonnellate di materiale, e se ne aprirono altre tre per 150 metri complessivi. L’attività venne interrotta nel 1959 quando il materiale iniziò a scarseggiare.
D.M.
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