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il caso 

Omicidio dei Caraibi, c’è un altro rinvio «Indagare sui collegamenti economici»

In aula manca un indagato e il giudice fa slittare a dicembre Gli avvocati Aimi e Giusti: «Sullo sfondo ci sono i soldi che Claudia aveva investito»

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Un altro rinvio, il quarto, dell’udienza preliminare fissata davanti al Gip del tribunale dominicano di Higuey per l’omicidio di Claudia Lepore, la carpigiana seviziata, strangolata e rinchiusa nel freezer della propria abitazione ai Caraibi.

«Questa vicenda non finisce mai di stupire – affermano gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti, legali della famiglia della vittima – soprattutto perché i continui rinvii, ai quali ormai siamo “abbonati”, avvengono per assenza, in aula, ora dell’uno ora dell’altro indagato, circostanza assai singolare, posto che i tre continuano a rimanere (da quasi 10 mesi) in una dura condizione carceraria».

La prossima udienza è stata fissata dal giudice per il 13 dicembre e i legali, insieme alla famiglia, auspicano che si apra finalmente uno spiraglio di luce sulla vicenda.

«Un delitto – aggiungono Aimi e Giusti – del quale si conoscono tanti particolari e che lascia intravedere l’idea di un movente a sfondo economico. Claudia Lepore, infatti, negli anni, aveva investito tutti i propri risparmi nella proprietà dominicana e – non è da escludersi – anche nella società di investimenti dei presunti mandanti. Proprio questo è il nodo che gli inquirenti e il giudice dovranno sciogliere alla prossima udienza».

I legali poi si soffermano sugli aspetti ancora irrisolti. «Le lacerazioni nelle parti intime riscontrate dalla medicina legale sul cadavere, e le modalità di commissione del fatto, depongono per un delitto commesso con premeditata ferocia – è la deduzione – D’intesa con i nostri corrispondenti dominicani, abbiamo ritenuto di fondamentale importanza battere la pista legata ai movimenti economici di Claudia Lepore che aveva stretto una relazione sentimentale – poi conclusasi – proprio con Ilaria Benati, considerata dalla Procura di Higuey come una dei mandanti del delitto».

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