Modena scala la classifica delle città digitali: è quarta in Italia
Ottiene il giudizio migliore nell’utilizzo delle App municipali Meno bene rispetto agli altri capoluoghi per il wifi pubblico
Giovanni Medici
Modena si conferma ai vertici di ICity Rank 2021, il rapporto di ForumPA che fotografa da un decennio la situazione delle città italiane nel percorso per diventare più digitali: capaci cioè di introdurre innovazioni e promuovere sviluppo adattandosi ai cambiamenti in atto attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Entrata nella top ten di questa speciale classifica nel 2018, arrivata al nono posto nel 2019, oggi Modena è quarta, appaiata a Bergamo e Roma. Ai primi posti ci sono le grandi città. Nel 2021 Firenze si è confermata infatti per il secondo anno consecutivo il capoluogo più digitale d’Italia, con 937 punti, a seguire Milano con 878, Bologna come detto è terza con 854, Modena la segue a 846.
ICity Rank 2021 è l’indagine sulla digitalizzazione delle città italiane realizzata da FPA, società del gruppo DIGITAL360, ed è stata presentata martedì in occasione di ForumPA Città.
La ricerca valuta il posizionamento dei 107 Comuni capoluogo nell’indice di trasformazione digitale, ottenuto dalla media aritmetica di 8 indici settoriali (disponibilità online dei servizi pubblici, disponibilità di app di pubblica utilità, integrazione delle piattaforme digitali, utilizzo dei social media, rilascio degli open data, trasparenza, implementazione di reti wifi pubbliche e diffusione di tecnologie di rete), frutto della sintesi di 36 indicatori basati su 130 variabili e circa 14.000 dati elementari, quasi interamente frutto di rilevazioni di FPA realizzate nell’anno in corso.
Il quarto posto in classifica della nostra città è frutto della media degli indicatori selezionati, che ovviamente alterna ottimi piazzamenti e indici meno positivi. A far salire Modena nella classifica c'è ad esempio il dato relativo alle app municipali che la posizionano al primo posto. Molto bene anche il dato relativo alle piattaforme abilitanti. Modena invece è un poco più indietro se si considerano ad esempio gli indici relativi alla diffusione del wifi pubblico in città o i servizi online.
L’esperienza della pandemia nel 2020 ha spinto la trasformazione digitale delle città italiane (pensiamo alla diffusione delle App Io e Immuni e della Spid o alla recente attivazione dei servizi di Anagrafe digitale) ma sono le amministrazioni che negli anni passati avevano già avviato diffusi processi di innovazione, come Modena, a mostrare i risultati migliori.
«Le prime 22 città della classifica – ha spiegato l’altro giorno alla presentazione del rapporto Gianni Dominici, direttore generale di Fpa - sono le “città digitali”, quelle che utilizzano in modo diffuso, organico e continuativo le nuove tecnologie nelle attività amministrative, nell’erogazione dei servizi, nella raccolta ed elaborazione dati, nell’informazione, nella comunicazione e nella partecipazione. Sono città che possono diventare “piattaforma”, creando le condizioni per lo sviluppo economico e sociale dei loro territori grazie al digitale. Nel gruppo più avanzato si trovano soprattutto grandi città del nord, ma non mancano eccezioni di piccole dimensioni, come Pisa o Cremona, e alcune città del sud, come Cagliari, Palermo o Bari, che dimostrano come un uso sapiente del digitale possa modificare le tradizionali geografie dell'innovazione».
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