Gazzetta di Modena

Modena

la sentenza ieri sera a torino 

Uccise il padre violento per difendere la mamma: la Corte lo assolve

Uccise il padre violento per difendere la mamma: la Corte lo assolve

2 MINUTI DI LETTURA





torino. È stato assolto Alex Pompa, il 19enne che il 30 aprile 2020 uccise a coltellate il padre a Collegno, nel Torinese, per difendere la madre dall’ennesima lite violenta. La sentenza è arrivata ieri sera a Torino. Alex Pompa è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Il suo legale, Claudio Strata, aveva chiesto per lui la piena assoluzione invocando la legittima difesa.

«È tutto così strano, non ho avuto ancora il tempo per metabolizzare. Voglio solo andare a casa, è stata una giornata intensa e pesante». Così Alex subito dopo la lettura della sentenza. «Ci tenevo a ringraziare la Corte – ha aggiunto il ragazzo – non me l’aspettavo. Ora sono davvero senza parole». «Sappiamo quello che abbiamo vissuto, abbiamo visto l’inferno e la morte in faccia», ha detto Loris Pompa, fratello dell’imputato. «Abbiamo sempre confidato nella giustizia – ha aggiunto Loris, tre anni in più di Alex –, ringraziamo la gente che ci è stata accanto in questi mesi, abbiamo sentito il supporto di tutti. Alex ci ha salvato la vita; sentendo gli audio con le minacce di morte, gli insulti a mia madre, si capisce cosa abbiamo vissuto. Adesso forse sarà una vita vera, con mia madre e con un fratello, come nelle altre famiglie».

Accanto ai due fratelli la madre, Maria Cotoia, visibilmente commossa. «Siamo contentissimi, ce lo meritiamo. Ora vogliamo solo abbracciarci».

«Questa assoluzione è la cosa più giusta, speravo in una sentenza giusta e credo questa lo sia». Parole dell’avvocato Claudio Strata, legale difensore di Alex Pompa. L’avvocato ha osservato che «mi ha fatto molto dispiacere non avere una sorta di sponda da parte della procura. Secondo me era evidente fin dall’inizio che questa era una situazione da manuale, un caso di scuola di legittima difesa. Mi è dispiaciuto che la procura non ci sia venuta dietro e che abbia sostenuto fino alla fine una tesi assolutamente contrastante con quella che noi abbiamo offerto fin dal primo giorno. La soddisfazione è doppia, forse tripla, perché ci siamo trovati un po’ da soli. Spero che questa sentenza rappresenti un segnale molto forte, sia una sentenza pilota, dovrà fare in modo di evitare che queste persone rimangano sempre sole e isolate. Non doveva finire in questo modo, ma era una situazione dalla quale era impossibile uscire. Sono usciti nel peggiore dei modi, ma Alex non ha nessuna colpa e responsabilità per quello che succedeva in quella casa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google