Sportello Arcobaleno, un punto di ascolto per le discriminazioni
L’obiettivo è la prevenzione e il supporto contro le violenze di genere Donini (Arcigay): «Dedicato anche a minori e famiglie»
Alice Benatti
La Cgil di Modena inaugura lo Sportello Arcobaleno con il quale, citando il nuovo Segretario Daniele Dieci, «vuole dare un segnale politico forte anche a coloro che hanno esultato di fronte all’affossamento del Ddl Zan». Uno sportello presentato ieri, nella giornata contro la violenza di genere, che punta sulla prevenzione offrendo prima di tutto ascolto a chiunque abbia subito, in qualsiasi contesto della propria vita, episodi di violenza o discriminazioni fondate sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità. Ma non solo perché l’aiuto vuole essere anche per tanti genitori, come ha spiegato Francesco Donini, delegato sindacale nonché Presidente di Arcigay Modena Matthew Shepard.
«I minorenni che si rendono conto della loro condizione di persone trans e che cominciano un percorso di transizione sono sempre di più e questo significa che un numero sempre maggiore di genitori si ritrova ad affrontare un percorso di cambiamento per il quale non è preparato», ha evidenziato Donini. E sarà lui a gestire lo sportello in sinergia con tutti i comparti del sindacato e le associazioni “Donne e Giustizia” e “Agedo Bologna” (quest’ultima, appunto, di genitori di persone omosessuali e trans). Lo sportello sarà attivo il 1° e 3° giovedì di ogni mese dalle ore 16 alle ore 19 ma è stata attivata anche una mail dedicata – sportelloarcobaleno.modena@er.cgil.it – alla quale sarà possibile scrivere in qualunque momento. «Tutta la struttura della Cgil è disponibile a collaborare e contribuire – ha ribadito la responsabile politiche di genere della Cgil Modena Manuela Gozzi, che ha poi riportato un aneddoto - quando ero segretaria e ho ufficializzato l’inaugurazione di questo sportello, una persona si è sentita di condividere la sua storia. Quella di un genitore che aveva una figlia che ora è un figlio. Nel raccontare quest’esperienza molto complicata ha accentuato soprattutto la dimensione della solitudine con il quale l’ha vissuta, prodigandosi poi in ringraziamenti per il fatto di avere uno spazio nel quale trovare qualcuno che gli possa dare un aiuto e un indirizzo». «L’obiettivo che si pone questo sportello è proprio quello di creare uno spazio sicuro», ha commentato Donini, il cui percorso di attivismo va avanti da più di 15 anni.
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