«Stipendi in Ferrari e Lamborghini: a Maranello 10mila euro in meno»
«Una differenza che non è colmata dall’alto premio di risultato che percepiscono al Cavallino»
Da anni, sulla base delle comunicazioni che provengono da Maranello, le tute rosse della Ferrari sono invidiate da tanti lavoratori per i buoni stipendi e i premi che percepiscono gli operai addetti alle “ Rosse”. Soprattuto con riferimento ai sostanziosi premi di risultato che difficilmente trovano riscontri in altre aziende.
Ora su questo tema interviene Fiom Cgil regionale, che vuole evidenziare come in realtà, stando a quanto afferma il sindacato, il raffronto con le retribuzioni dei lavoratori della Lamborghini sia favorevole agli addetti di Sant’Agata Bolognese.
«La Fiom Cgil Emilia Romagna – dice il sindacato – ha analizzato le contrattazioni di Ferrari e Lamborghini, le due realtà più note della “Motor Valley”. I due marchi rappresentano due fabbriche che nelle relazioni sindacali con la Fiom-Cgil sono agli antipodi: da una parte la Ferrari che negli ultimi dieci anni ha escluso dal confronto contrattuale la Fiom-Cgil applicando il Contratto specifico di lavoro del mondo Fiat, dall’altra la Lamborghini che con l’applicazione del Contratto nazionale ha mantenuto un costante confronto contrattuale con la Fiom – Cgil».
«La storia contrattuale nelle due fabbriche – continua Fiom – ha generato ricadute sui livelli retributivi impressionanti: un lavoratore in Ferrari, inquadrato a un livello medio, percepisce retribuzioni annue in quota fissa più basse di 10.000 euro rispetto allo stesso lavoratore in Lamborghini, differenziale che viene solo in parte compensato dai premi di risultato. Considerando il premio che mediamente è stato erogato in questi anni dai due marchi del lusso, restano comunque 3.000 euro di reddito in più per i lavoratori di Lamborghini. E un lavoratore che ha 10.000 euro in più di retribuzione in quota fissa ha il vantaggio di poter contare su tali importi a prescindere dall’andamento aziendale e, a differenza di quanto accade con i premi di produzione, ha un ulteriore beneficio dovuto al fatto che gli importi in quota fissa hanno un’incidenza su tutti gli istituti contrattuali, quali ad esempio maggiorazioni, malattia, maternità, congedi, ferie, permessi, Tfr. Paradossalmente invece questa struttura retributiva consente ogni anno a Ferrari di vantarsi della sontuosità del premio di risultato ma a ben guardare quel premio è il frutto di una storia contrattuale che permette al colosso di Maranello di gestire il 30% delle retribuzioni annue dei lavoratori vincolandone l’erogazione ai risultati della produzione e alla presenza in fabbrica. L’importante risultato contrattuale in Lamborghini è invece il risultato del lavoro di una rappresentanza sindacale che storicamente è sempre stata espressione della Fiom Cgil».
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