Gazzetta di Modena

Modena

Modena. Tumori urologici: l’importanza di arrivare alla diagnosi precoce

Gabriele Farina
Modena. Tumori urologici: l’importanza di arrivare alla diagnosi precoce

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA «Con la prevenzione il cittadino diventa medico di sé stesso».

I camici bianchi fanno appello alla responsabilità dei cittadini. L’attenzione specifica è rivolta agli uomini. Il Policlinico ha organizzato nei giorni scorsi un convegno gratuito sui tumori urologici, la diagnosi precoce e la sensibilizzazione. La sede della giornata sarà il teatro San Carlo in centro storico. Per accedere occorre il green pass e prenotare (059 4223203).

Parlando di numeri, le cifre invitano a riflettere.

«In media, ogni anno registriamo circa quattrocento nuovi casi di neoplasia prostatica», attesta l’urologo Roberto Sabbatini.

Nove pazienti su dieci sopravvivono dopo cinque anni dalla scoperta della malattia. «In Italia si calcolano oltre 560mila persone che convivono con questo tipo di neoplasia - aggiunge il medico - lo sforzo deve essere rivolto a sensibilizzare l’uomo perché avvenga una diagnosi precoce. Così si può migliorare l’efficacia dei nostri trattamenti e la sopravvivenza dei nostri pazienti».

Il dottor Salvatore Micali, direttore pro tempore dell’Urologia, lancia un doppio avvertimento. «Il giovane uomo si deve controllare la parte del testicolo con l’autopalpazione - spiega Micali - per notare eventuali alterazioni. L’uomo meno giovane deve porre la propria attenzione sulla prostata. Il tumore alla prostata sta prendendo piede, soprattutto negli ultimi anni».

La Società italiana di Urologia stima che nove maschi su dieci si sottopongano a una visita urologica in presenza di disturbi già conclamati.

«Usciamo dall’ospedale e arriviamo in centro a Modena per raccontare cosa significhi la prevenzione - l’appello del dottor Massimo Dominici, chiamato a collaborare con l’Organizzazione mondiale della Sanità - Per i tumori femminili è sempre stato fatto. È ora che anche gli uomini si “sveglino”».

Concorda la dottoressa Maddalena Santangelo, componente della direzione sanitaria del Policlinico che aggiunge una considerazione purtropppo innegabile: «È difficile fare lo sforzo di avvicinarsi quasi spontaneamente al mondo della sanità quando si sta ancora relativamente bene».

«La prevenzione e la diagnosi precoce oggi guariscono il sessanta percento dei casi di cancro - l’eco di Gianluca Grazioli, segretario di Lilt Modena - e siamo consapevoli che, intensificando le campagne di sensibilizzazione, potremmo arrivare a una guaribilità, già oggi, superiore all’ottanta percento».

«È importante sensibilizzare la popolazione maschile rispetto a un aspetto essenziale per la qualità della vita», commenta la psicologa Paola Pellacani a nome dell’associazione Angela Serra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google